IDDA di Michela Marzano

«Nessuno perde del tutto sé stesso, Alessandra. Pure quando non si è in grado di relazionarsi con gli altri come si faceva in precedenza, rimane sempre qualcosa.»
«Cosa?» 
«Resta quello che noi specialisti chiamiamo “i residui di sé.»

Protagonista dell’ultimo romanzo di Michela Marzano è Alessandra, insegnante di biologia a Parigi, città raggiunta dopo aver abbandonato la Puglia, dove vive con Pierre, il suo fidanzato.

Idda” chi è? Idda è Annie, la mamma di Pierre che soffre di una malattia neurodegenerativa a causa della quale sta perdendo la memoria. 

Ma Idda è anche Alessandra che attraverso gli occhi azzurri, quasi trasparenti, di Annie, tenta di ritrovare sé stessa e il suo passato. 

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I RAGAZZI DELLA NICKEL di Colson Whitehead

Elwood ricevette il più bel regalo della sua vita il giorno di Natale del 1962, anche se gli mise in testa le idee che lo avrebbero rovinato. Martin Luther King at Zion Hill era l’unico disco che possedeva, e non lo toglieva mai dal piatto. 

Elwood Curtis è un ragazzino nero che va a scuola, vive con la nonna e fa il garzone nella tabaccheria del signor Marconi. Sono gli anni Sessanta, siamo in Florida, e per essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, improvvisamente si vede sottrarre sogni e vita.

Elwood è un tipo sveglio, gli piace studiare e mette via i soldi per andare al college. È curioso, e quando la nonna gli regala un disco con incisi i discorsi di Martin Luther King, Elwood lo ascolta e lo riascolta all’infinito, tanto basta per scatenare la sua fame di giustizia, “si sentiva collegato alla lotta per i diritti nell’intero paese”

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M. IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati

M Il figlio del secolo.
848 pagine.
Prima edizione settembre 2018
150.000 copie vendute.
Vincitore del Premio Strega 2019.
Da quasi un anno uno dei libri più venduti.

Un successo meritato?
Era la domanda a cui volevo dare una risposta quando ho iniziato a leggere le prime pagine di questo romanzo storico, con la speranza di arrivarci alla fine di un tomo del genere.
Ci sono riuscito, mi è piaciuto, il successo che gli arride è giusto.
Tanto che spero di leggere presto il secondo libro di questa trilogia, senza che mi importi sapere di quante pagine sarà composto. Continua a leggere

LA REVISIONE di Federico Leva & Christian Pastore

le conclusioni affrettate non fanno bene allo stato di salute della realtà, uno stato di salute assai precario, anche se la realtà non è certo come una palazzina, che basta una fuga di gas e bum, scoppia e poi crolla. Ciò nonostante la realtà si è fatta liquida, ormai lo sanno tutti, il che significa fra le altre cose che più la dai per scontata, più ti sommerge. Quindi legga, commissario, legga. E come ho fatto io da cima a fondo.
La loro corrispondenza era cominciata a settembre, a settembre dell’anno scorso.

Per uno scrittore esordiente cosa ci può essere di meglio che ricevere un giudizio lusinghiero sul proprio lavoro da un grande romanziere, un romanziere così grande che è sparito dalla scena letteraria (e non solo letteraria) da decenni, talmente grande che i suoi libri sono ormai introvabili?

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ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova

Sono passati 23 anni da quella mattina. La mattina in cui il padre di Ida, protagonista dell’ultimo libro di Nadia Terranova Addio fantasmi, è uscito da casa e non è più tornato.

La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive.

Ed è questo che fa Ida, tenta di sopravvivere affrontando proprio quei fantasmi che le hanno condizionato la vita.
Poi un giorno di settembre riceve una chiamata da sua mamma: entro qualche giorno devono iniziare i lavori di ristrutturazione del tetto della loro casa, per poi venderla, deve decidere cosa tenere e cosa buttare.

Non funzionano mai le cose quando si trasportano da un’epoca all’altra, stanno bene dove stanno e c’è sempre un motivo per cui i ricordi devono restare nei ricordi e non venire a disturbare il presente.

Ida però parte, lascia alle spalle Roma, la città dove si è trasferita, e Pietro, il marito dal quale non ha avuto figli, e raggiunge Messina. Torna nell’isola, nel suo passato, tra le mura di una casa carica di silenzi. Continua a leggere

L’ETÀ RIDICOLA di Margherita Giacobino

È troppo facile parlare di come cominciano gli amori. Sempre nello stesso modo: una felice follia, la vita a banchetto, insaziabile. […] Ma è dopo questo eterno inizio che accade tutto. È a quel punto in cui la maggior parte dei romanzi d’amore finisce – è esattamente e soltanto lì, che l’amore comincia. Se comincia.

La vecchia ha una novantina d’anni e vive sola con il gatto Veleno e il ricordo costante di Nora, il suo grande amore. Ha un carattere forte e spigoloso, è una combattente e vuole mantenere il controllo sulle situazioni e sulle cose. Vuole controllare anche l’incontrollabile, la morte, che affronta in un continuo confronto dialettico, quasi a volerla tener buona.
Poi c’è Gabriela, una ragazza dell’est che si occupa della casa e che la vecchia non vuole chiamare badante. Gabriela è assediata dalla sua famiglia che pretende soldi in continuazione e la tratta come una cosa ridicola, una donna che non riesce a trovare un uomo e non vuole nemmeno sposare Dorin, un mezzo cugino aspirante terrorista che la perseguita. E c’è Malvina, amica della vecchia da sempre, e che però perde colpi, la sua memoria è sempre più fragile, ma rimane l’unico essere che assieme a Veleno la fa sentire ancora vicina alla sua Nora. Continua a leggere

LEONE di Paola Mastrocola

Leone è un bambino di 6 anni. Fragile e solitario. Sul marciapiede, inginocchiato sul gradino con la testa china e le mani giunte, in un martedì qualsiasi, in una città, Bussolo, che potrebbe essere qualsiasi città, Leone fa una cosa: prega. Prega, davanti a una madre incredula e silenziosamente vergognata, Katia.
«Leone, cosa fai?» è questa la domanda che per giorni Katia si pone, pone a suo figlio, e pone ad un ex marito presente solo nel pianerottolo di casa due venerdì al mese.
Il gesto di Leone è inaspettato per Katia.

«Perché ti da così fastidio che tuo figlio preghi? […] Fastidio… sì, perché non avrebbe dovuto darle fastidio? Era una paura, soprattutto. Aveva paura che gli altri ridessero di suo figlio, che lo prendessero in giro. Era questo che le dava fastidio, il pensiero che Leone si sentisse fuori posto, un bambino sbagliato. […] Ma non era tutto lì, c’era altro. Katia sentiva che c’era altro.»

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NON C’È STATA ALCUNA BATTAGLIA di Romolo Bugaro

Dove finiscono le infinite possibilità che la gioventù fa intravedere? Cosa diventano tutte le speranze che nascono in quel periodo? E gli amori come si trasformano?

Romolo Bugaro prova a raccontarlo nel suo ultimo romanzo Non c’è stata alcuna battaglia (Marsilio Editore).

Adolescenti a fine anno scolastico in continuo movimento in un rincorrersi tra motorini e vespe, in compagnie tra piazze e panchine, ristori, ritrovi e feste.

Nel raccontare questi vagabondaggi, Bugaro delinea i caratteri dei personaggi, esseri distinti, ma che crescono assieme. Ragazzi che devono ancora decidere che direzione prendere, cosa essere, cosa scegliere, e per questo sono belli, ognuno con le proprie particolarità.

Da un lato la militanza politica, spesso violenta; dall’altra l’eroina, che in quegli anni si infila nelle vene di tanti. In mezzo il riflusso, il divertimento. Continua a leggere

CRISTINA CAMPO (29 aprile 1923 – 10 gennaio 1977)

Passo d’addio

For last year’s words belong to last year’s language
and next year’s words await another voice.

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

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LA GENTE NON ESISTE di Paolo Zardi

La gente non esiste è una raccolta di racconti (ventisette) di Paolo Zardi, uscito per la Neo. Edizioni. Lo sguardo dell’autore, acuto e scaltro, scandaglia con raffinata maestria frammenti delle vite di persone comuni, immerse in vite comuni, che fanno i conti con la quotidianità dell’esistenza. Ne risulta una carrellata di personaggi in cui ogni lettore può riconoscersi e riconoscere reazioni, atteggiamenti, modi di dire di fronte a temi come la morte, la malattia, il futuro. La compiutezza di questi racconti lascia al lettore un gusto buono in bocca, lo stesso che rimane dopo aver gustato il cibo di cui si ha voglia.

“Trovo pace solo quando vado a dormire” mi sussurrò in un orecchio; e, mentre usciva dalla cucina per raggiungere il marito in salotto, si girò verso di me e rimase sospesa per un tempo che mi sembrò lunghissimo.
“Sotto ogni cuscino c’è un Dio” disse piano.

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LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino

Fra le pareti bianche della mensa quel giorno diventai un’assaggiatrice di Hitler. Era l’autunno del ’43, avevo ventisei anni, cinquanta ore di viaggio, settecento chilometri addosso. Da Berlino ero venuta nella Prussia orientale, il luogo dove era nato Gregor, e Gregor non c’era. Per sfuggire alla guerra mi ero trasferita a Gross-Partsch.

Ogni giorno, da quel giorno, la vita di Rosa Sauer, l’assaggiatrice di Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello, poteva finire con un solo assaggio.
La vicenda di Rosa, intrecciata a quella di altre nove donne, si ispira alla storia di Margot Wölk: l’ultima assaggiatrice di Hitler. È da questo evento reale che si snoda un tratto della Storia poco conosciuto. 

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L’ASSASSINIO DEL COMMENDATORE di Haruki Murakami

Un ragno che tesse la sua ragnatela attorno al lettore, lentamente, sornione. Poi i cerchi si fanno sempre più stringenti, sino a catturarne la curiosità, a imprigionarla.
E’ l’effetto che mi ha fatto leggere l’ultima opera di Murakami L’Assassinio del Commendatore, pubblicato in due parti da Einaudi.
In questo libro i temi spaziano dalla cucina alla moda, dalla musica classica al rock al pop; tratta della differenza tra vinile e compact disc, tra analogico e digitale; analizza la pittura e la tecnica pittorica; espone pezzi di Storia del Giappone e dell’Austria; discute della qualità di varie marche di whisky; mostra una variegato parco auto, in particolare Jaguar; in più ci sono sogni, relazioni di vario tipo e livello, sentimenti, emozioni, idee, metafore, filosofia. E molto altro ancora.
Una macedonia quindi, ma tutto è unito dalla scrittura e dalla semplicità che rende questo libro l’ennesima prova della bravura del Maestro.

“A volte ci sono delle cose che una persona è meglio che non sappia”, mi aveva detto. E forse aveva ragione. Ci sono verità che è meglio ignorare. Ma non si può restare all’oscuro per sempre. Prima o poi, a tempo debito, anche tappandoci bene le orecchie, il rumore della verità arriva a morderci il cuore. Non lo si può fermare. Se non siamo d’accordo, non resta che rifugiarsi in un mondo vuoto.

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LE ACQUE DEL NORD di Ian McGuire

Questo romanzo non vuole compiacere il lettore, lo vuole rapire. E ci riesce benissimo: la vicenda si dipana in un carosello di personaggi gretti, con pochi ideali, egoisti che all’interno di una baleniera e fra i ghiacci artici rivelano i loro istinti bestiali. Non c’è una morale, non c’è una redenzione. Ma si segue con il cuore in gola le sorti del protagonista, il medico Patrick Sumner.

Mentre cammina, Sumner ricorda l’aula di dissezione a Belfast, quando guardava Slattery, quel vecchiaccio blasfemo, affettare felice un cadavere.  «Per ora non vi è traccia dell’anima immortale di questo tizio, giovanotti» era solito scherzare mentre rovistava e strappava, tirando fuori budella come un prestigiatore fa con le bandierine, «e neppure delle sue mirabili facoltà intellettuali, ma continuo a cercare».

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LA PRIMA FRASE È SEMPRE LA PIÙ DIFFICILE di Wislawa Szymborska. Con un’intervista all’autrice di Dean Murphy

Siete di fretta? Avete a disposizione pochi minuti e non volete sprecare nemmeno un secondo in stupidaggini? Questo è il libro giusto! Ventiquattro pagine per cominciare a conoscere una tra le poetesse più amate di questi ultimi anni: Wislawa Szymborska.

Queste due parti oltre ad avere una lunghezza/brevità molto simile, sono accomunate dalla felice concentrazione di contenuti in uno spazio così ridotto.

La prima frase è la più difficile si compone di due parti: la prima, Il poeta e il mondo, è il discorso tenuto il 7 dicembre 1996 a Stoccolma dalla poetessa polacca in occasione della cerimonia di conferimento del premio Nobel; la seconda parte, Wislawa Szymborska. Creare una poesia universale nel pieno del caso politico, è invece una intervista di Dean E. Murphy alla stessa Szymborska rilasciata antecedentemente al discorso pronunciato davanti all’Accademia di Svezia e apparsa il 13 ottobre sul Los Angeles Times.

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RESTO QUI di Marco Balzano

Nel giro di pochi anni il campanile che svetta sull’acqua morta è diventato un’attrazione turistica. I villeggianti ci passano all’inizio stupiti e poco dopo distratti. Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. ‪Come se sotto l’acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita‬.

Libro straordinario che riporta a galla, nel vero senso del termine, una storia poco conosciuta del nostro Paese che meritava di essere raccontata. E Marco Balzano l’ha fatto in modo magnifico, in uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi tempi. Ha scelto di farlo attraverso una voce che riesce a far passare la Storia nella cruna dell’ago di una storia: una maestra che crede ancora alla forza delle parole come ultimo, disperato, atto di resistenza. Che prova a riportare le parole, in questa vallata del Sudtirol fatte muri, alla loro etimologia: parabole e quindi ponti. Continua a leggere