DIVORZIO DI VELLUTO di Jana Karšaiová

Divorzio di velluto è l’espressione con la quale si descrive la separazione fra la Repubblica Ceca e la Slovacchia (1 gennaio1993).

Questo romanzo di Jana Karšaiová (Feltrinelli, 2022) racconta, sullo sfondo della scissione della Cecoslovacchia in due Stati distinti, una serie di distacchi: dal Paese, dalla famiglia, da un amore.

La Cecoslovacchia era durata meno di settantacinque anni, non era mai esistita una nazione “cecoslovacca”, anche se per aumentare la credibilità del nuovo Stato si era cercato di cavalcare questa idea. La lingua e la cultura slovacca si erano sviluppate più tardi rispetto a quelle ceche, e le due non si erano mai veramente amalgamate. Anche per questo, e per la maggioranza numerica dei cechi che erano quasi il doppio, in Cecoslovacchia gli slovacchi erano economicamente e culturalmente più deboli. Durante il comunismo le divergenze fra le due nazioni si erano un po’ affievolite, il regime rappresentava il nemico comune da combattere per tutti. Ma poi l’avevano sconfitto.

Katarína torna a Bratislava da Praga per trascorrere il Natale con la famiglia. Da sette anni sua sorella Dora, la persona alla quale fin dall’infanzia è stata più legata, vive negli Stati Uniti. Continua a leggere

I SACCHEGGIATORI di William Faulkner

E’ tornato nelle librerie, per la Nave di Teseo, l’ultimo dei romanzi scritti da William Faulkner, I saccheggiatori, l’opera è del 1962, lo stesso anno della morte dell’autore.
La storia prende avvio, nel Mississippi e più precisamente nella contea immaginaria di Yoknapatawpha, la Macondo di Faulkner, in una primavera di inizio ‘900: Lucius è un bambino bianco di undici anni, rampollo di una famiglia borghese e benestante; scopriamo subito che in virtù dell’approccio calvinista del padre e del nonno, non è stato abituato nella bambagia, è già inserito nel tritacarne del mondo e della vita famigliare.

…e io ero seduto sulla sedia contro il muro ad aspettare mezzogiorno quando come ogni sabato avrei ricevuto la mia paga settimanale … dopodiché sarei stato libero di raggiungere (era maggio) la partita di baseball che andava avanti dall’ora di colazione senza di me: sulla base del presupposto (non mio: del mio bisnonno) che persino a undici anni un uomo dovesse già avere alle spalle un anno in cui aveva pagato, e si era assunta la responsabilità, per lo spazio, il posto che occupava nell’economia…

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PARADISI PERDUTI di Emanuele Zeffiro

Davide è un archetipo. È laureato in fisica, ha un lavoro stabile in un ente pubblico ed è single. I suoi amici sono accasati e, quelli che non lo sono ancora, compiranno presto il grande passo. Il fratello Alessandro desidera una famiglia da cui tornare ogni sera.

L’immagine che ci si potrebbe fare di Davide è quella di un bianco etero libertino che affronta con successo il suo lavoro e colleziona aneddoti da raccontare alle numerose donne che ammalia e accompagna in camera da letto. Non è così. Davide non sa avere successo e non riesce a comunicare, specialmente con le donne.

«Ma io a volte mi sento inadeguato» aveva farfugliato lui, rendendosi conto che stava, di nuovo, restituendole solo una pallida fotografia della realtà. Avrebbe voluto dirle che in quella relazione gli sembrava di camminare in un campo minato: lasciava trapelare ben poco di sé, nel timore di irritarla con una delle sue frasi fuori luogo…

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