IL NIDO – UN’INDAGINE DELL’ISPETTORE ALFREDO CORPACI di Lucia Corsale

Non è la prima volta che l’ispettore Alfredo Corpaci è protagonista di un’opera di Lucia Corsale. Per la prima volta l’investigatore creato dalla scrittrice e giornalista siracusana fece la sua apparizione in una raccolta di racconti, Le cravatte di Corpaci, la seconda nel romanzo Il verso dell’amore.

Ritroviamo adesso, nel romanzo recentemente pubblicato dalla casa editrice Strige, il divertente e a volte buffo ispettore con tutte le sue fisime, le abitudini consolidate, le frequentazioni, le antipatie e le passioni.

Ritroviamo l’ambientazione siciliana, in una cittadina costiera senza nome in cui non è difficile riconoscere Siracusa, non com’è adesso, in questo nuovo millennio, ma com’era negli anni Sessanta.

Una città in apparenza sonnolenta, pettegola, dove tutti sanno qualcosa e la verità è sfuggente e mutevole, a seconda dell’angolo visuale dal quale la si guarda, a seconda di chi la racconta. L’ispettore Corpaci è un uomo paziente, almeno nel suo lavoro; raccoglie frammenti dei fatti accaduti, li annota in una prosa alla quale le rime danno un ritmo di ballata, fino a quando il quadro si chiarisce: Continua a leggere

IL BURÓ DELLE PERSONE SCOMPARSE di Adele Costanzo

Il buró delle persone scomparse è il terzo volume di una trilogia che può ben essere letto anche come storia a sé. Ambientato tra la Francia e l’Italia nel 1746, durante la sanguinosa guerra di successione austriaca, il romanzo di Adele Costanzo racconta le vicende di un gruppo di personaggi che passano la vita a perdersi e ritrovarsi e che, nuovo incontro dopo nuovo incontro, si scoprono cambiati, ovviamente invecchiati, ma sempre fedeli alle inquietudini che hanno contrassegnato la vita di ciascuno di loro.

Bachume, dai molti saperi e dall’inesausta sete di conoscenza, in fuga eterna – in quanto disertore e perciò condannato alla pena di morte – rinasce, ogni volta che la situazione si fa pericolosa, con un nuovo nome e una delle mille identità che è capace di indossare con naturalezza; Antonia, nobildonna fuggita dalla casa del padre insieme alla sorella Annina, di lei ha perso le tracce e vuole ritrovarla; Henri Trespetit, uomo di mare, di cui Bachume è stato precettore senza riuscire a farne la persona che il padre desiderava, è inquieto e di umore altalenante. Continua a leggere

ONORA IL FIGLIO di Roberta Poggio

Onora il figlio di Roberta Poggio è un romanzo corale, una storia che sembra contenere più storie. Procedendo nella lettura, si comprende che si tratta di un’unica vicenda, seppure ramificata e talmente lunga e articolata (nel tempo e nei luoghi) e con così tanti personaggi da far pensare al progetto di una serie televisiva.

Si deve arrivare alla fine del romanzo per un vero chiarimento sulla probabile origine delle traversie che, tra il 1929 e il 2011, coinvolgono l’immaginario paese di Follero, in Sardegna, e i suoi abitanti. L’esito finale, giusto per riassumere una trama fitta di avvenimenti che non è semplice sintetizzare, è costituito dalla morte, nello stesso giorno ma non nello stesso luogo, di due cugine che hanno lo stesso nome, Caterina, e lo stesso cognome, Rambaldi.

Le due Caterina provengono dallo stesso paese d’origine; e, sempre nello stesso giorno, viene incarcerato Pietro Demani, giovane segretario di belle speranze di un rapace ministro, poiché i veri colpevoli di una scandalosa storia di corruzione lo hanno incastrato. Continua a leggere

LUI di Viviana Viviani

Una storia compiuta, con un inizio, uno svolgimento (che ha pure i suoi bravi colpi di scena) e un finale: eppure non si tratta di un romanzo. Lui, di Viviana Viviani, autrice di poesia e di narrativa, da poco pubblicato da Connessioni Editore per la nuova collana Scavi urbani, racconta di un amore seguendone tutte le fasi: l’incontro, il corteggiamento, le schermaglie, la scoperta dell’altro che, in fondo, è sempre scoperta di sé, la crisi, il lutto e la sua elaborazione, cosa resta quando tutto è finito (o sembra finito).

Viviana Viviani narra una storia d’amore dal punto di vista di lei e lo fa in poesia, quartina dopo quartina, con il suo consueto tono scanzonato, ironico e leggero. Ogni quartina potrebbe essere un componimento che fa parte di una silloge, potrebbe reggersi da sé, essere letto fuori dal contesto; in realtà, inoltrandosi nella lettura, ci si rende conto di trovarsi di fronte a un poemetto.

La profondità senza peso ricorda Wislawa Szymborska, l’allegria ci richiama alla mente Vivian Lamarque. Continua a leggere

LA POLVERE CHE RESPIRI ERA UNA CASA. INTERVISTA A ELEONORA DANIEL

Il tuo romanzo La polvere che respiri era una casa prende il nome da una citazione dai Quattro quartetti di T.S. Eliot. Perché questo titolo, perché questa scelta?
È vero, è un verso che mi ha sempre emozionata – nel modo forse un po’ ingenuo e inconsapevole che hanno le cose di emozionare. Credo sia perché raccoglie temi a me consonanti (la casa, la polvere, le storie). Il verso precedente lega ancora di più questi elementi: la polvere che si respira non solo era una casa, ma il pulviscolo sospeso nell’aria «segna il punto in cui una storia è finita». Questo filo che riunisce storie, polvere e case mi è subito tornato in mente quando ho iniziato a pensare al romanzo, tanto che il titolo per me è sempre stato quello con cui è arrivato in libreria.

Questa che tu racconti è una storia di creazione (casa, figli, storie) e di fallimenti. Ed è qualcosa che si sente molto in tutto il romanzo. Cosa ti ha spinto a voler raccontare proprio questa storia?
L’esperienza del fallimento, della rottura, delle cose che fino a un certo punto reggono e poi cadono più o meno catastroficamente è un’esperienza universale per me interessantissima. Non tanto per l’idea romantica legata al fatto che ogni cosa crollata a un certo punto, prima del crollo, ha avuto una storia da raccontare; quello che mi piace è proprio il fatto che è esistito un punto nel tempo in cui è rimasta in piedi, prima di sgretolarsi. Il fatto che ogni cosa che viene detta, pensata, costruita, amata possa esserci e poi morire, il momento incalcolabile in cui si colloca questo salto.
Volevo provare a raccontarlo.

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SCRITTI DI PENSIERI CHE MUTANO: INTERVISTA A CARLA MAGNANI

Scritti di pensieri che mutano è una raccolta di quarantatré racconti brevi, alcuni brevissimi. Le tematiche sono varie; i protagonisti di ciascuna istantanea hanno in comune l’attitudine a riflettere su se stessi e sul momento esistenziale che attraversano, quasi sempre di crisi, di sospensione, quasi di arresto e titubanza nel passaggio da uno stadio a un altro. La scrittura è limpida, elegante; la brevità dei racconti, lungi dal lasciare il lettore insoddisfatto, offre alla sua attenzione un frammento di vita in sé concluso.
L’autrice ha accettato di rispondere a qualche mia domanda.

Carla Magnani, quali sono per te difficoltà e vantaggi specifici, dal punto di vista dell’autore, della dimensione narrativa breve? A cosa deve stare attento chi scrive un racconto breve? E quali lussi invece può concedersi che non sono permessi nella scrittura di un’opera più lunga?

Come difficoltà elencherei il pericolo di non riuscire, in un numero limitato di pagine, a centrare ciò che vuoi trasmettere al lettore, l’argomento fulcro del racconto, lo stesso che ti ha spinto a scrivere. Continua a leggere

AFFETTI NON DESIDERATI di Elena Rui

La dimensione narrativa breve non è particolarmente amata dal pubblico italiano (soprattutto dagli editori italiani); eppure, una mole esigua può coesistere con la profondità e mostrare, attraverso un frammento di esistenza, tutto un mondo. Affetti non desiderati è il titolo dell’ultima opera di Elena Rui, una raccolta di racconti appena pubblicata da Arkadia Editore.

Quello degli affetti non desiderati è un territorio di cui tutti abbiamo esperienza: chi, almeno una volta nella vita, non ha subìto malvolentieri l’attaccamento di una persona percepita come molesta, superflua, sgradevole, nella migliore delle ipotesi patetica? Viceversa, a chi non è capitato di provare sentimenti benevoli non ricambiati o che, addirittura, suscitano l’ostilità della persona che ne è destinataria?

Nei nove racconti che compongono la raccolta si narrano, appunto, relazioni d’amore e d’amicizia sbilenche: il termine è usato dall’autrice in Compromessi, storia dell’incontro fra un tredicenne non omologato ‒ che ama i libri e cerca il confronto con gli adulti estranei alla sua famiglia ‒ e un libraio trentottenne introverso e irrisolto. Fra i due nasce una comunicazione e, per un momento, un legame significativo, nonostante la grande differenza d’età. Continua a leggere

LA RAGAZZA DELL’OPÉRA di Adriana Valenti Sabouret. Intervista all’autrice

Adriana Valenti Sabouret, nata a Siracusa, laureata in Lingue e Letterature straniere, da molti anni risiede in Francia. Ha insegnato presso l’Istituto Statale Italiano Leonardo da Vinci, a Parigi, e presso il Liceo Internazionale di Saint-Germain-en-Laye. Ha lavorato come traduttrice e ha collaborato con alcune riviste. Trasferitasi ad Alghero con il marito e i figli, ha esordito nel suo Paese di adozione con il romanzo Le rêve d’Honoré (Éditions du Panthéon, 2019). Con Arkadia Editore ha pubblicato Madame Dupont (2021) e La ragazza dell’Opéra (2023).

1. Adriana, il tuo ultimo romanzo è ambientato nei quartieri popolari di Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, dove la miseria spinge le famiglie allo sfruttamento delle figlie ancora bambine, usate come risorsa economia. La protagonista, Émilie detta Millie, piccola danzatrice e oggetto del desiderio di uomini molto più anziani di lei, ha due relazioni importanti che cambiano il corso della sua vita: la prima con il principe italiano Valerio Cedronio, la seconda con l’inglese Lord Sutton Bunbury. Continua a leggere

NULLA D’IMPORTANTE TRANNE I SOGNI di Rosalia Messina

Tolstoj ci allerta sul fatto che tutte le famiglie felici s’assomigliano mentre ogni famiglia infelice lo è a modo suo. Rosalia Messina in Nulla d’importante tranne i sogni ci conduce nel peculiare labirinto di luce nera di una famiglia della borghesia siciliana: soprattutto, due sorelle, per motivi diversi in rotta con la vita, separate da tutto, ma più che d’ogni altra cosa dallo iato che genera solo l’ineguale distribuzione del talento, diversità che alimenta sull’una supponenza e sull’altra invidia: i fallimenti puzzano e i successi profumano, addirittura, puzzano e odorano di più quelli, di entrambe le categorie, ingiustificati.

Ro, scrittrice di successo, speleologa della psiche femminile, Nana sciatta, tendente alla pinguedine, insegnante insoddisfatta, sola contro il mondo: un figlio, Fosco, che gode del successo ed è riconosciuto dalla isomorfa zia, e una figlia, Giada, alcolista, in lotta con la vita e soprattutto con sé stessa; Ro: una specialità nel raffigurare la deflagrazione dei legami sociali, una Vita ispirata alla letteratura sulla vita.

Fin da quando aveva iniziato, giovanissima, a scrivere, si era prefissa di far intravedere, come in controluce, i meccanismi che fanno nascere odi sotterranei e dipendenze che strangolano vittime e carnefici.

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DIVORZIO DI VELLUTO di Jana Karšaiová

Divorzio di velluto è l’espressione con la quale si descrive la separazione fra la Repubblica Ceca e la Slovacchia (1 gennaio1993).

Questo romanzo di Jana Karšaiová (Feltrinelli, 2022) racconta, sullo sfondo della scissione della Cecoslovacchia in due Stati distinti, una serie di distacchi: dal Paese, dalla famiglia, da un amore.

La Cecoslovacchia era durata meno di settantacinque anni, non era mai esistita una nazione “cecoslovacca”, anche se per aumentare la credibilità del nuovo Stato si era cercato di cavalcare questa idea. La lingua e la cultura slovacca si erano sviluppate più tardi rispetto a quelle ceche, e le due non si erano mai veramente amalgamate. Anche per questo, e per la maggioranza numerica dei cechi che erano quasi il doppio, in Cecoslovacchia gli slovacchi erano economicamente e culturalmente più deboli. Durante il comunismo le divergenze fra le due nazioni si erano un po’ affievolite, il regime rappresentava il nemico comune da combattere per tutti. Ma poi l’avevano sconfitto.

Katarína torna a Bratislava da Praga per trascorrere il Natale con la famiglia. Da sette anni sua sorella Dora, la persona alla quale fin dall’infanzia è stata più legata, vive negli Stati Uniti. Continua a leggere

PENELOPE di Silvana La Spina

Penelope, romanzo di Silvana La Spina ispirato alle vicende della sposa di Odisseo, è stato pubblicato per la prima volta da La Tartaruga nel 1998 ed è stato ripubblicato nel maggio di quest’anno.
Con scrittura elegante e al tempo stesso sanguigna, l’autrice rovescia tutti gli stereotipi ai quali siamo abituati: Penelope felicemente prigioniera del ruolo di donna paziente, Penelope moglie e madre che attende il ritorno dell’eroe infedele rimanendogli fedele, regina nel suo gineceo ma priva di ogni potere, tanto che perfino il figlio giovanissimo, Telemaco, la esclude con durezza e fermezza dalle decisioni importanti, rimandandola alle sue stanze, al suo telaio, alle “cose da donne”.
La storia di Penelope, come la ricostruisce e la reinventa Silvana La Spina, non inizia con l’attesa del ritorno del guerriero vagabondo, come se nulla di importante potesse esserle accaduto prima; già solo per il risalto che l’autrice dà alle vicende che precedono l’incontro e il matrimonio con Odisseo, questa Penelope ha un risalto da protagonista anziché da sbiadita figura di contorno in una storia tutta maschile, incentrata sul celebre marito, sul figlio Telemaco, sui Proci che aspirano a sposarla per regnare su Itaca. Continua a leggere

GIORNI SENZA TEMPO di Cristina Pacinotti

Dal giorno alla notte, il tempo non esiste più. Le ore sono fatte di minuti e i minuti di secondi. Che valore hanno questi se nulla li scandisce? Che differenza c’è tra il mattino e la sera, se possono essere solo viste da una finestra?

…quando lo stupore inizia a scemare, lentamente, così com’è arrivata, la notte se ne va, una nuova alba saluta il giorno che, coma la salute dopo una malattia, si fa apprezzare di più

È in questa osservazione che la protagonista del memoir è costretta, come tutti noi, alla segregazione in casa causata dalla pandemia di Covid – 19. I giorni senza presente vengono colmati dal passato. Le case di ognuno di noi, se riusciamo ad isolare il silenzio e percepirne il lieve rumore, raccontano storie meravigliose.

Nel romanzo, la voce incastonata nei muri viene amplificata dal ritrovamento di una vecchia scatola di fotografie e di una completa collezione di biglietti ormai sbiaditi. È qui che la vita passata ricomincia. Continua a leggere

LA TERRA INESPLORATA DELLE DONNE a cura di Sara Durantini

Nel buio di una notte che sembra non finire, si accendono tredici lumi. A loro, se ne aggiungono poi centinaia. Migliaia. Milioni. Questo è il potere dei racconti: avvicinare. Così i lumi, con le loro fiamme rassicuranti, si raggiungono. Ogni luce è pronta ad illuminare le storie taciute. Ogni voce si unisce al coro per cantare la propria canzone e ogni penna è pronta a trascriverla perché non sia più dimenticata.

Ho capito, altresì, che la voce si è fatta scrittura, luogo di passaggio dove donne di diversa età, provenienza, formazione e cultura si incontrano per tessere la loro personale trama e unirla a quella delle altre compagne.

Comunità significa ascolto e condivisione. È così che sentiamo il disagio di essere una figlia e la responsabilità che si nutre nel soddisfare le aspettative della famiglia, le stesse del mondo che è lì, immobile, ad aspettarla. Imposizioni, sempre le stesse, alle quali sottostare. Continua a leggere

LE BUGIE NON SALVANO NESSUNO di Monica Coppola

Quel momento era stato il culmine di una giornata perfetta, un cerchio tracciato con il compasso, un insieme che ci comprendeva tutti e quattro, io, mio fratello, mio padre e mia madre, protetti dall’abbraccio di una circonferenza.

Annina, piccola abitante della periferia torinese,come tutte le sorelle minori del mondo, ha un obiettivo: rendere il proprio fratello orgoglioso di lei. Ogni volta che Enzo si inventa un gioco, non importa il grado di pericolo corso o l’esperienza richiesta, Anna è pronta a seguirlo.

Non desidera altro che una famiglia come quella di Francesco, al piano di sopra: rumorosa, vitale e che la domenica prepara le polpette al sugo. Si, persino la madre è compresa nelle sue immaginazioni di famiglia che prepara il sugo. Eppure lei non è disposta a stare al gioco. Continua a leggere

GUAIO DI NOTTE di Patrizia Rinaldi

«Sa perché dalle mie parti un guaio molto brutto si dice “guaio di notte”, ’nu guaio ’e notte? Perché di notte anche un imprevisto di media importanza si complica.»

Si ride e ci si commuove, leggendo le vicende tragicomiche delle due protagoniste dell’opera più recente di Patrizia Rinaldi,Guaio di notte, romanzo pubblicato da Rizzoli. E ci si appassiona alle vicende di un duo che per i guai sembra avere una calamita. Guai gravi, perché un guaio di notte, a Napoli, è un guaio grave, un guaio brutto: di notte ogni cosa appare nella luce peggiore.

La Signora e Andrea sono in fuga dalle rispettive vite passate. La prima è attempata ma bella, affetta da fisime e da vere fobie, ma detesta che le si chiami fobie. Sdrammatizza le difficoltà e le affronta con le armi migliori reperibili sul mercato: fascino, intelligenza, spregiudicatezza, duttilità e ironia. Continua a leggere