Anche quell’anno i ragazzini erano arrivati, variopinti e fragorosi, radunandosi a gruppetti nello spiazzo di fronte alla scuola. Per ultimi, gli alunni di prima media che entrano più tardi, il primo giorno. Li riconosci, perché sono spaventati, quasi fossero in piedi su un bordo intenti a provare l’acqua alta con la punta del piede.
Mi piaceva trattenermi un attimo, prima di aprire le porte a vetri. È sempre un momento fragile e straordinario, come aver trovato un uovo in campagna, senza sapere bene che genere di pulcino ne uscirà. Non è solo un giro di chiave o una spinta energica sul maniglione antipanico. È quel momento in cui se sei davvero fortunato, puoi cogliere l’ultimo istante di infanzia.
Il barattolo dei pastelli sfugge alle consuete classificazioni: romanzo di genere, romanzo non di genere, romanzo con venature thriller, romanzo psicologico? Continua a leggere














