LE SCHEGGE di Bret Easton Ellis

Los Angeles, 1981. Mentre nell’ombra “il Pescatore a strascico” trucida giovani ragazze lungo tutta la costa, la vita sotto il sole californiano prosegue luminosa. Per studenti dell’ultimo anno, alla Buckley High School, vige un trattamento speciale: i ragazzi possono allentare i cravattini e sostituire le camice scolastiche con quelle di Polo Ralph Lauren; le gonne delle ragazze possono svelare qualche centimetro di coscia e si chiude un occhio riguardo al lucidalabbra.

Bret ha trascorso l’estate al solito modo, sballato e in compagnia dei suoi amici. Conosce Thom, Susan e Dabby dai tempi delle medie e quest’ultima, di recente, è diventata la sua ragazza. Lei è uno stupendo nascondiglio. Le fantasie di Bret sono rivolte a Susan e Thom. Sogna di poterli avere entrambi, in ogni modo possibile.

I passatempi estivi non hanno riguardato solo le fantasie erotiche: anche la scrittura ha trovato spazio. Bret vuole diventare uno scrittore, sa già che lo farà, per questo motivo la questione dell’ultimo anno alla Buckley gli sembra totalmente inutile. Continua a leggere

MARIA MALVA. BRUCIA IL GIORNO PER ME di Emiliano Dominici

Ha preso fuoco, proprio lì, sotto gli occhi dei presenti. Sarebbe meglio dire che si è data fuoco. Nessuno ha saputo salvarla. L’unico aiuto è arrivato da una donna sudamericana che ha tentato di soffocare con una giacca le fiamme che le avvolgevano il corpo. Senza successo.

Già, com’è squallido l’essere umano

La ragazza è entrata nella cartolibreria di Gemma e le ha chiesto un accendino -profondi occhi scuri, capelli neri e un’ingiusta giovinezza – . L’unico che la donna possiede, ha sopra incise le sue iniziali e quelle di suo marito Giorgio. Ci tiene particolarmente e, prima di darlo alla ragazza, le chiede di restituirglielo una volta accesa la sigaretta alla quale sarebbe dovuta servire. “Brucia il giorno per me” è ciò che la ragazza risponde, lasciando Gemma interdetta.

Esce dal negozio, si dirige al centro della piazza, vicino alla panchina, si svuota sulla testa una tanica di benzina e aziona l’accendino con incise le due “G”. La vita dei presenti è segnata per sempre. Continua a leggere

LA CURA DELL’ACQUA di Sophie Mackintosh

Il genere maschile ha un virus che intacca quello femminile. Al solo tocco di un uomo, la donna riporta lividi, escoriazioni e nevrosi, diventa volubile e inizia a provare quel desiderio che la condurrebbe alla morte.

Le donne che si sono lasciate toccare fuggono dalla terra ferma verso l’isola che ospita un vecchio albergo dismesso. Lì vivono quattro donne e un uomo che sono riusciti a curarsi grazie all’acqua. Loro sono le uniche persone che possono salvarle.

Parte di ciò che rendeva il vecchio mondo così terribile, così propenso alla distruzione, era una totale mancanza di preparazione per le energie personali spesso chiamate sentimenti. Mamma ci ha parlato di questo tipo di energie. Pericolose soprattutto per le donne, essendo i nostri corpi già così vulnerabili, in modi in cui i corpi maschili non lo sono.

La mamma e King hanno ideato la cura dell’acqua. La testa viene tenuta sotto finché i polmoni iniziano a gridare. Inutile dimenarsi, loro sanno esattamente quando rialzarle dall’acqua. Un attimo prima della fine. Ancora, bere l’acqua di mare ripulisce l’organismo. Basta qualche bicchiere per scatenare il vomito e bisogna continuare finché la saliva non è rosa e tutto è stato ripulito. Continua a leggere

IL MESTIERE DI SCRIVERE di Raymond Carver

Ogni lettore, a un certo punto della sua carriera, dovrebbe fare mea culpa. Il motivo è molto semplice e non ammetterlo sarebbe ipocrisia: siamo egoisti. Gli scrittori con fatica hanno riempito pagine e pagine, mentre editor e traduttori hanno lavorato per portare a noi lettori questi libri. Noi in cambio abbiamo fatto ben poco, al più abbiamo speso un po’ di soldi e abbiamo dedicato loro qualche ritaglio di tempo Ammettiamolo, spesso come lettori siamo ingenerosi. Cosa possiamo fare, allora, per gli autori? Ascoltare con più attenzione ciò che vogliono dirci. Andare oltre la pagina. Avvicinarsi al lato più umano della letteratura.

Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste.

Una volta impegnati in questa missione, ciò che si scopre è inaspettato. Raymond Carver, ad esempio, non cerca di raccontare bugie, la realtà è semplice, anche quella degli scrittori.

Alcolizzato, mai troppo felice e intrappolato in un matrimonio distrutto. E nei suoi libri è questo che dice. Lo stile minimale dell’autore è diventato iconico e ha fatto di lui un insegnante di Creative Writing presso alcuni dei più prestigiosi college degli Stati Uniti. Continua a leggere

STONER di John Williams

Nella prefazione a Stoner Peter Cameron scrive:

E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria.

Questa è la vita di William Stoner, protagonista del romanzo.

Figlio di genitori contadini, impara da bambino a coltivare la terra che li avrebbe sepolti, consapevole e insofferente al fatto che non sarebbero mai andati via di lì.

A metà della sua vita, William ha raccolto molti momenti grigi, di nessun apparente valore. Come una collezione di francobolli nella quale appaiono sono quelli più comuni o, persino, doppi.

La Verità, il Bene, il Bello. Sono appena dietro l’angolo, nel corridoio accanto; sono nel prossimo libro, quello che non hai ancora letto, o sullo scaffale più in alto, dove non sei ancora arrivato. Ma un giorno ci arriverai.

Durante gli anni di università alla Columbia, il primo conflitto mondiale arriva a sconvolgere il paese, ma non Stoner.

Mentre i suoi amici Dave Masters e Gordon Finch partono per la Francia, lui rimane. Continua a leggere

UN’ESTATE CON LA STREGA DELL’OVEST di Naho Nashiki

La piccola Mai soffre di una forma d’asma che le impedisce di stringere legami con i suoi coetanei. Il respiro affaticato con la quale convive la costringe a isolarsi dalle lunghe chiacchierate, dalle risate a pieni polmoni e dalle corse in cortile. Ogni giorno più chiusa in sé stessa, la meraviglia dei primi anni di vita è stata rilegata in una cantina nascosta del suo cuore.

Sotto stretto consiglio dei medici, i genitori decidono di mettere in pausa la scuola per farle trascorrere qualche mese in montagna assieme alla nonna. L’aria pulita che circonda la piccola dimora di quest’ultima potrebbe giovare al corpo e allo spirito di Mai. Una vita nuova: la speranza che un animo più felice guarisca anche i suoi polmoni.

Forse imparerei a vivere facendomi meno problemi, sgusciando tra le difficoltà come un pesce che nuota nell’acqua

Mai e la nonna non si sono viste spesso e, appena scesa dalla macchina, la figura minuta pronta ad accoglierla le incute timore. Capelli bianchi come la neve, fitte ragnatele sotto gli occhi e un sorriso accennato, senza denti in mostra, con un pizzico di furbizia come quella che possiedono le streghe. Non ha gli occhi a mandorla come i suoi: la nonna è di origini inglesi e la notte, quando aiuta Mai ad infilarsi sotto le coperte, ripete «‘night ‘night sweetie». Continua a leggere

PARADISI PERDUTI di Emanuele Zeffiro

Davide è un archetipo. È laureato in fisica, ha un lavoro stabile in un ente pubblico ed è single. I suoi amici sono accasati e, quelli che non lo sono ancora, compiranno presto il grande passo. Il fratello Alessandro desidera una famiglia da cui tornare ogni sera.

L’immagine che ci si potrebbe fare di Davide è quella di un bianco etero libertino che affronta con successo il suo lavoro e colleziona aneddoti da raccontare alle numerose donne che ammalia e accompagna in camera da letto. Non è così. Davide non sa avere successo e non riesce a comunicare, specialmente con le donne.

«Ma io a volte mi sento inadeguato» aveva farfugliato lui, rendendosi conto che stava, di nuovo, restituendole solo una pallida fotografia della realtà. Avrebbe voluto dirle che in quella relazione gli sembrava di camminare in un campo minato: lasciava trapelare ben poco di sé, nel timore di irritarla con una delle sue frasi fuori luogo…

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UVA. UNA VITA ALTROVE di Giovanni Capotombolo

Chiunque sia stato giovane negli Anni ’90, aveva amici, un fratello, una sorella o un conoscente anche solo lontana che faceva parte di una rock band.
Le sale prove erano i garage del componente con la casa più grande o, semplicemente, con i genitori e i vicini più tolleranti. I social network, la realtà mediatica e la FOMO erano concetti lontani.
Solitamente si presentavano come esseri mitologici di poche parole, con le cuffiette che collegavano direttamente le orecchie al walkman e le magliette con stampate sopra facce di altri esseri mitologici. Eppure, ai concerti, si scatenavano: tiravano fuori la voce e pogavano via ogni problema della vita.

Sono come guerrieri urbani dentro l’Inferno dantesco, sono colorati e vivaci, vivi e vitali. In una parola: bellissimi.

UVA e Wally sono amici da una vita. Non hanno combinato troppi guai e, da bravi fratelli minori, vivono per emulare i maggiori. Così, appena questi ultimi compiono il loro battesimo del fuoco nel panorama del rock, i due amici non possono astenersi dall’imitarli. Continua a leggere

TEORIA E PRATICA DI OGNI COSA di Marisha Pessl

Blue Van Meer ed il padre Gareth conquistano e abbandonano città come fossero tappe di una mappa del tesoro. La madre è morta quando Blue aveva cinque anni, lasciandole il nome della farfalla preferita della sua collezione, la Cassius Blue.
Il padre le racconta spesso di quanta dedizione ci mettesse a contattare venditori privati per tutto il paese al fine di conquistare delle nuove ali da aggiungere alle teche della sua collezione. La stessa irremovibile volontà è quella che spinge lui oggi a non mettere radici: arrivano in una città, il padre tiene le conferenze accademiche che il suo lavoro gli impone e poi ripartono, lasciando indietro una scia di scarabee ammaliate e straziate dal suo fascino di uomo inconcludente.

Il destino dell’uomo è determinato dalle vicissitudini dell’ambiente o dal libero arbitrio? Io propendo per il libero arbitrio, poiché ciò che pensiamo, ciò a cui dedichiamo i nostri pensieri – siano sogni o paure – esercita un effetto diretto sul mondo fisico. Più si pensa alla propria disfatta, alla propria rovina, più grande è la probabilità che essa si verifichi. Viceversa, più si pensa alla vittoria, più sarà probabile ottenerla.

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GIORNI SENZA TEMPO di Cristina Pacinotti

Dal giorno alla notte, il tempo non esiste più. Le ore sono fatte di minuti e i minuti di secondi. Che valore hanno questi se nulla li scandisce? Che differenza c’è tra il mattino e la sera, se possono essere solo viste da una finestra?

…quando lo stupore inizia a scemare, lentamente, così com’è arrivata, la notte se ne va, una nuova alba saluta il giorno che, coma la salute dopo una malattia, si fa apprezzare di più

È in questa osservazione che la protagonista del memoir è costretta, come tutti noi, alla segregazione in casa causata dalla pandemia di Covid – 19. I giorni senza presente vengono colmati dal passato. Le case di ognuno di noi, se riusciamo ad isolare il silenzio e percepirne il lieve rumore, raccontano storie meravigliose.

Nel romanzo, la voce incastonata nei muri viene amplificata dal ritrovamento di una vecchia scatola di fotografie e di una completa collezione di biglietti ormai sbiaditi. È qui che la vita passata ricomincia. Continua a leggere

LA TERRA INESPLORATA DELLE DONNE a cura di Sara Durantini

Nel buio di una notte che sembra non finire, si accendono tredici lumi. A loro, se ne aggiungono poi centinaia. Migliaia. Milioni. Questo è il potere dei racconti: avvicinare. Così i lumi, con le loro fiamme rassicuranti, si raggiungono. Ogni luce è pronta ad illuminare le storie taciute. Ogni voce si unisce al coro per cantare la propria canzone e ogni penna è pronta a trascriverla perché non sia più dimenticata.

Ho capito, altresì, che la voce si è fatta scrittura, luogo di passaggio dove donne di diversa età, provenienza, formazione e cultura si incontrano per tessere la loro personale trama e unirla a quella delle altre compagne.

Comunità significa ascolto e condivisione. È così che sentiamo il disagio di essere una figlia e la responsabilità che si nutre nel soddisfare le aspettative della famiglia, le stesse del mondo che è lì, immobile, ad aspettarla. Imposizioni, sempre le stesse, alle quali sottostare. Continua a leggere

LE BUGIE NON SALVANO NESSUNO di Monica Coppola

Quel momento era stato il culmine di una giornata perfetta, un cerchio tracciato con il compasso, un insieme che ci comprendeva tutti e quattro, io, mio fratello, mio padre e mia madre, protetti dall’abbraccio di una circonferenza.

Annina, piccola abitante della periferia torinese,come tutte le sorelle minori del mondo, ha un obiettivo: rendere il proprio fratello orgoglioso di lei. Ogni volta che Enzo si inventa un gioco, non importa il grado di pericolo corso o l’esperienza richiesta, Anna è pronta a seguirlo.

Non desidera altro che una famiglia come quella di Francesco, al piano di sopra: rumorosa, vitale e che la domenica prepara le polpette al sugo. Si, persino la madre è compresa nelle sue immaginazioni di famiglia che prepara il sugo. Eppure lei non è disposta a stare al gioco. Continua a leggere

L’ANNO DEL PENSIERO MAGICO di Joan Didion

Il cambiamento si insinua, senza far rumore, nel claustrofobico spazio tra il prima ed il dopo. Tra i due, tuttavia, è solo il secondo a catturare la nostra attenzione. Joan Didion ne è la prova.

La vita cambia in fretta. La vita cambia in un istante. Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita. Il problema dell’autocommiserazione.

Una sera, al ritorno dalla visita in ospedale alla figlia Quintana, Joan è pronta a sedersi a tavola con il marito John, consumare una cena riscaldata e poi, chissà, magari scrivere. Magari leggere. Magari parlare del fatto che la loro figlia sia stesa in un letto d’ospedale. Non dovrebbe essere il contrario?

Tuttavia, John ha finito il tempo. Scade poco prima della cena, nel bel mezzo del salotto. Arresto cardiaco. Era significante il prima? Come hanno sempre tenuto a ripeterci, ogni istante della vita dovrebbe essere importante. Eppure nel dolore, conta solo il dopo. Il prima è un’aggravante. Continua a leggere

NON ANCORA di Cristina Pacinotti

Good girls go to heaven. Bad girls go everywhere. Maria Fermi lo sa bene. Lei è una ragazzaccia, ma d’altronde, siamo negli anni ’80. Ogni ragazza ha lo spregiudicato diritto di essere ribelle.

Il disastro nucleare di Chernobyl è il presente, così come lo sono l’AIDS e l’ecstasy. Il mondo sembra andare a rotoli, eppure nel parallelo e distintissimo universo di Maria, tutto è in stallo. Tutto è successo e, allo stesso tempo, non è accaduto assolutamente nulla. A Parigi, dove studia per laurearsi in semiotica, Maria osserva la vita di città, frequenta lezioni di danza, respira e gusta l’aria pesante della metropolitana, arricchita dalle radiazioni. Ogni sera indossa la maglietta con la scritta che più si addice al suo stato d’animo, sfoggiando una moltitudine di frasi significanti che anche lei ha qualcosa da dire di sé. Esce, sola o in compagnia dell’amico Umberto, gay, saggio e senza nessun pelo sulla lingua. Beve, si cala la giusta quantità di pasticche e fuma sempre una sigaretta in più del dovuto, anche se sta cercando di smettere.

Al giorno d’oggi andare in giro è un suicidio. Ma stare a casa, che cos’è stare a casa? Una dissoluzione a fuoco lento.
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LE NOTTI DI SALEM di Stephen King

Salem’s Lot, negli anni ’70, è abitata da pochissime anime. La ragione principale della sua desolazione è la moltitudine di storie che vengono sussurrate sul suo conto. Racconti da incubo che tengono svegli i bambini la notte e che, inconsciamente, si insinuano come un tarlo nelle fervide convinzioni degli adulti, facendole pian piano vacillare. La protagonista di questi tenebrosi racconti è Casa Marsten che, silenziosa, osserva Salem’s Lot dalla cima della collina sulla quale sorge. Gli abitanti non si possono sottrarre al suo sguardo.

In autunno, così cade la notte a Salem’s Lot: il sole dapprima perde la sua debole presa sull’aria, raffreddandola e ricordando a tutti che l’inverno si avvicina, e sarà lungo. Si formano nuvole sottili e le ombre si allungano. Non hanno la profondità delle ombre dell’estate, perché non ci sono foglie sugli alberi o grosse nuvole in cielo a renderle spesse: sono ombre smilze, meschine, che mordono la terra come denti.

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