IL BURÓ DELLE PERSONE SCOMPARSE di Adele Costanzo

Il buró delle persone scomparse è il terzo volume di una trilogia che può ben essere letto anche come storia a sé. Ambientato tra la Francia e l’Italia nel 1746, durante la sanguinosa guerra di successione austriaca, il romanzo di Adele Costanzo racconta le vicende di un gruppo di personaggi che passano la vita a perdersi e ritrovarsi e che, nuovo incontro dopo nuovo incontro, si scoprono cambiati, ovviamente invecchiati, ma sempre fedeli alle inquietudini che hanno contrassegnato la vita di ciascuno di loro.

Bachume, dai molti saperi e dall’inesausta sete di conoscenza, in fuga eterna – in quanto disertore e perciò condannato alla pena di morte – rinasce, ogni volta che la situazione si fa pericolosa, con un nuovo nome e una delle mille identità che è capace di indossare con naturalezza; Antonia, nobildonna fuggita dalla casa del padre insieme alla sorella Annina, di lei ha perso le tracce e vuole ritrovarla; Henri Trespetit, uomo di mare, di cui Bachume è stato precettore senza riuscire a farne la persona che il padre desiderava, è inquieto e di umore altalenante. Continua a leggere

VOCI SULLO STATO DELL’EDITORIA

Si parla tanto, con maggiore o minore cognizione di causa, di editoria, dello stato di salute dell’editoria italiana, del grande numero delle case editrici medie, medio-piccole e piccole, delle difficoltà di distribuzione e della scarsa visibilità in libreria dei libri pubblicati dalle piccole case editrici.

Si parla anche delle numerose librerie indipendenti che non riescono a resistere sul mercato e, una dopo l’altra, chiudono. Mi sembra interessante porre alcune domande ai soggetti direttamente interessati: oggi tocca ad Adele Costanzo, direttrice editoriale di Chipiuneart Edizioni, casa editrice romana che pubblica narrativa, teatro, poesie, saggistica, e a Elena Aielli, titolare di una libreria indipendente, sempre a Roma.

Domanda: Dai vostri differenti ma ‒ credo ‒ non distanti punti di osservazione, quale ritenete essere il principale ostacolo alla diffusione dei libri editi dalle piccole case editrici? In che modo la distribuzione gioca il ruolo determinante che le viene attribuito nell’opinione diffusa anche fra i non addetti ai lavori?

Risposta ADELE COSTANZO: I problemi sono molteplici e di diversa natura, ma sempre riconducibili alla scarsa disponibilità economica delle piccole aziende editoriali. La stampa in numero limitato di copie, cui si è costretti sia per la limitata capacità d’investimento sia per il prevedibile scarso impatto commerciale della proposta, fa sì che i libri prodotti non possano essere esposti se non in un numero esiguo di librerie indipendenti. Continua a leggere