VENEZIA È UN PESCE di Tiziano Scarpa

88-07-88189-3_Scarpa_Venezia è un pesce.inddNella disputa tra visitatori e abitanti, tra chi la trasforma, giorno dopo giorno, in un villaggio turistico e chi ne rivendica la proprietà, c’è chi riesce ad amare la propria Venezia, senza perdere la generosità e la capacità di donarla agli altri.
Venezia è un pesce di Tiziano Scarpa potrebbe mettere d’accordo tutti, turisti e veneziani. In questo libro la Serenissima si racconta per mezzo delle parole di un autoctono, non uno di quelli così gelosi da volersela tenere tutta per sé, ma un veneziano orgoglioso di consegnare, della sua città natale, un ritratto autentico, mai statico.
uesta insolita guida è dunque un appassionato omaggio, una dedica ad una città viva, che respira, si muove, digerisce, fagocita e rigetta.
Ciò che il lettore impara infatti di Venezia è che non si tratta di una città immobile. Essa è una creatura vivente, mai piatta e lineare, storta, irregolare come la superficie squamosa di un pesce, la cui natura è inscritta nella sua forma.

Gli altri libri sorriderebbero di quello che ti sto dicendo. Ti raccontano la nascita dal nulla della città, la sua strepitosa fortuna commerciale e militare, la decadenza: fiabe. Non è così, credimi.Venezia è sempre esistita come la vedi, o quasi. È dalla notte dei tempi che naviga.

Tutto è in movimento, la sua fisionomia è opera di un autentico paradosso, Venezia è un microcosmo fantastico.

Stai camminando sopra una sterminata foresta capovolta, stai passeggiando sopra un incredibile bosco alla rovescia.

I capitoli non rappresentano una semplice suddivisione del testo, ma sono organi: Piedi, Gambe, Cuore, Mani, Volto, Orecchie, Bocca, Naso, Occhi e Coda. Un elenco di testi, quest’ultimo, sulla città lagunare, che da sempre trova nei libri delle sue naturali appendici.
La Venezia descritta da Scarpa è accogliente e sfuggente al tempo stesso: si smaschera e si maschera continuamente. Quello dell’autore è, pertanto, un invito a scoprire la città vivendola in ogni sua parte, con ogni parte del corpo. A stancarsi facendo su e giù per i ponti, a respirarne gli odori (anche quelli più forti e nauseabondi), a non limitarsi ad ascoltare i termini dialettali ma ad assaporarli come piatti prelibati.

La sfiori, l’accarezzi, le dai buffetti, la pizzichi, la palpi. Metti le mani addosso a Venezia […]. Chiudi gli occhi e leggi con le dita la fisionomia delle statue, i bassorilievi, le modanature scanalate, gli alfabeti scolpiti nelle lapidi ad altezza d’uomo. Venezia è un ininterrotto corrimano Braille.

Poche ma intense pagine in un libro maneggevole, fatto apposta per essere letto per strada, nella continuità naturale tra lo stile della città e quello dell’autore. La stessa raffinata ironia che Venezia sprigiona dai suoi elementi urbanistici unici si ritrova nella scrittura vivace, scorrevole, mai noiosa, fatta di sali e scendi e giri vorticosi. Attraverso fondamenta, canali, ponti, sotoporthegi, campi e campielli Scarpa ci accompagna in questa “passeggiata fisico-emotiva” vestendo i panni di un bizzarro cicerone che ci dà del tu, che utilizza espressioni colorite, che non ci risparmia appellativi irriverenti e che si perde, ogni tanto, nella più estasiata delle celebrazioni di una città il cui fascino abbaglia a tal punto da dover correre ai ripari.

Venezia è un pescetiziano-scarpa
Tiziano Scarpa
Feltrinelli
Anno prima edizione 2000
Pagine 126

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