LA PASSIONE SECONDO MATTEO di Paolo Zardi

Attendevo l’uscita del nuovo romanzo di Paolo Zardi con trepidazione, dopo aver apprezzato le pagine di “XXI secolo”. Sono stato ripagato. La capacità più grande di quest’autore sta, a mio avviso, nella leggerezza, nella precisione, nella perfezione con cui le parole che sceglie – pennellate di maestro, vivide e mai scontate  – tratteggiano interiormente ed esteriormente i personaggi, anche quando le vicende che li vedono protagonisti sono “difficili” o essi sembrano solo secondari.

Mentre il capotreno fischiava la partenza, Matteo aveva abbracciato di nuovo Maura; salendo sul vagone si era girato a guardarla. Stava dritta, in piedi, con i bimbi a fianco, uno per parte, e sorrideva gentile, trattenuta. Aveva un’aria da vecchia; con una mano sulla fronte si proteggeva dal sole ancora alto, nascondendo gli occhi socchiusi. Uno spettacolo ottocentesco, da romanzo russo. La prima volta che Matteo l’aveva vista, a una festa di carnevale, aveva notato i denti piccoli e le gengive che si scoprivano a ogni sorriso, e aveva pensato che non fosse bella. L’aveva pensato prima di iniziare ad amarla – prima che l’attrazione diventasse un’opzione non necessaria – e quel ricordo ogni tanto tornava a tormentarlo, come una colpa che non era riuscito a rimuovere del tutto, un’incrostazione resistente a ogni assalto. La guardo ancora un po’, e dietro quel sorriso vide un’ombra scura che ormai aveva imparato a riconoscere.

Il romanzo vede come interprete principale Matteo De Angelis, un quarantenne ingegnere informatico, bruttino, che ha sempre costruito la sua vita seguendo schemi precisi: giustizia, morale, senso del dovere. È vissuto nella provincia veneta prima, a Milano poi, ha una moglie e due gemelli di sei anni. La sua vita è dedicata alla causa del lavoro e della famiglia. Un giorno, durante le vacanze al mare, riceve una telefonata del padre, Giovanni, da una lontana cittadina dell’Ucraina. Gli chiede di raggiungerlo.

Nonostante Giovanni si sia limitato a concepirlo senza allevarlo, lasciando quest’incombenza alla madre – poi morta suicida – , Matteo si sente in dovere di rispondere all’invito.

“Cosa ti ha detto?” chiese Maura poco dopo, mescolando lo zucchero nel caffè. Sembrava allarmata.
“Si capiva poco. Sembrava affaticato. Dov’è esattamente l’Ucraina?”
“Sul mar Nero. Tra la Russia e la Romania, credo. Sotto la Polonia. Da quelle parti. Est, ma non troppo”.
“Chernobyl, giusto?”
“Mi pare di si. Era il 1986. No, l’85. O forse era l’86, non ricordo”.
Matteo inzuppò un biscotto nel caffè. Poi, guardando fuori dalla terrazza, disse:
“Gli basta che io stia uno o due giorni per sistemare una cosa e poi posso ripartire. Dovrebbe anche rimborsarmi i soldi dell’aereo, una volta a destinazione. Sembrava veramente incasinato”.
Poi cercò di recuperare qualche informazione sull’Ucraina da Wikipedia, ma il campo andava e veniva.
“E tu cosa vuoi fare, pensi di partire?”
“Cosa dovrei fare, dirgli di no?”  glielo chiese con una faccia rassegnata, quella di uno che ha perso in partenza.


Matteo intraprende questo viaggio improvvisato con la sua sorellastra, Giulia, che Giovanni ha avuto da un’altra donna, in Sicilia.  Giulia è l’opposto del fratellastro, appassionata e fragile, maliziosa e lunatica. Molto attaccata al padre nonostante anche lei lo abbia conosciuto pochissimo. Ignorano cosa Giovanni voglia da loro. Ignorano che sia affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso e che non sia in cerca di una tardiva riconciliazione.

Saranno incontri  – quelli fra fratello e sorella e fra figli e genitore – che costringeranno tutti e tre a passare in rassegna la propria vita, a svelare le proprie debolezze, a rivedere le proprie certezze.

Per anni aveva colato cemento su quel reattore nucleare. In qualche occasione aveva mostrato segni di cedimento, ma erano solo avvisaglie, piccole scaramucce tra lui e il suo senso etico. Solo adesso aveva desiderato, aveva desiderato fino in fondo, e aveva scelto.

“La passione secondo Matteo” parla, in poche parole, dell’essere umano, della fatica che esso è costretto a fare per poter riconoscere i propri limiti e della gioia  – intima e intensa – che solo il superarli può dare.

Da leggere tutto d’un fiato, da rileggere con calma.

La passione secondo Matteo
Paolo Zardi
Neo Edizioni (Iena)
2017
Pagine 207

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