ROMANZI BREVI di Joseph Roth

E’ raro trovare un altro scrittore la cui opera, come quella Joseph Roth – scrittore austriaco vissuto a cavallo tra il XIX^ e il XX^ secolo – sia totalmente inchiavardata nella storia del suo tempo: i suoi scritti sono una sonata monocorde sul tasto della crisi dell’occidente, focalizzata attraverso la disgregazione del suo “piccolo mondo antico”, costituto dall’Impero austro-ungarico, la cui Weltanschauung per generazioni aveva fatto da collante a popoli di culture svariate.

Le sue opere più famose sono: La marcia di Radetzky (1932), La cripta dei cappuccini (1938) e La leggenda del santo bevitore (1939), la prima scritta anteriormente alla presa del potere di Hitler (gennaio 1933), le altre in pieno Nazismo. In queste opere, in un certo senso, si fornisce compiutezza storica a cause che risalgono alla crisi immediatamente posteriore alla prima guerra mondiale, di cui Roth dà conto in altri tre romanzi brevi: La tela del ragno (1923), Hotel Savoy (1924), La ribellione (1924), pubblicati in Italia da Adelphi insieme al posteriore Il peso falso (1937), che tratta temi diversi, col titolo Romanzi brevi. Continua a leggere

NON SI FRUGA NELLA POLVERE di William Faulkner

Sud degli Stati Uniti, mitica contea di Yoknapatawpha, un po’ Macondo di Marquez, dove Faulkner ha ambientato molti dei suoi racconti: un negro “libero”, Lucas Beauchamp, si comporta da bianco” e uccide il rampollo (ovvio, bianco!) di una delle famiglie più in vista e potenti della contea. In un dialogo di infiniti silenzi e flussi di coscienza, insomma à la Faulkner, Lucas interloquisce con il protagonista del libro, il sedicenne Charles. I due si sono incontrati per la prima volta durante una battuta di caccia, quando il giovane era finito in un torrente andando poi ad asciugarsi a casa di Lucas. Nel suo immaginario d’adolescente, Lucas gli parve un nero, anzi negro – come dicono i personaggi di Faulkner – atipico, che si comportava – follia! – da bianco.

Prima dobbiamo fare di lui un negro. Deve ammettere che è un negro. Poi forse lo accetteremo come sembra voler essere accettato.

Lucas convince Charles che il morto non è stato ucciso dalla sua pistola, pertanto gli chiede di disseppellirne il cadavere per provare la sua innocenza. Charles – ricco della sua ingenuità da giovane scevro di pregiudizi – gli crede e insieme al suo amico nero Aleck Sander e all’eccentrica settantenne signorina Habersham, fruga nel fango e riesuma la verità. Continua a leggere