ALBUM FOTOGRAFICO DI GIORGIO MANGANELLI. Racconto biografico di Lietta Manganelli

Le biografie non sono tra le mie letture preferite, non sono neanche un appassionato di Giorgio Manganelli, lo conosco poco, ho letto due suoi libri e questo è tutto. Però questa è una biografia particolare: è la figlia Lietta Manganelli a raccontare il padre Giorgio, e lo fa partendo da centonove fotografie ordinate cronologicamente, che diventano presto, punto di partenza per divagare e raccontarci non tanto lo scrittore, ma l’uomo Manganelli, con tutte le sue debolezze e idiosincrasie.

Racconta Ginevra Bompiani che quando Calvino andò ad abitare a Roma attorno all’80, lo voleva incontrare e lo invitò a cena assieme ad Anna e Luigi Malerba, ma la cena fu un disastro, perché Manganelli arrivò molto prima e si volle mettere subito a tavola, per una specie di furia pignola che gli era venuta, sull’orario di cenare, per cui cenò da solo e se ne andò sgarbatissimo prima che gli altri si sedessero a tavola, questo per dire il suo carattere un po’ imprevedibile.

E allora veniamo a sapere dei genitori, dei nonni, dove è nato e dove è cresciuto, che da piccolo la madre lo vestiva da bambina perché avrebbe voluto una figlia, fino a quando “mia nonna Amalia dovette rassegnarsi che non era una bambina e cominciò a mettergli i vestiti da maschio”; che al liceo era un pessimo studente ma poi una compagna di banco muore, e “in seguito a un sogno fatto comincia a studiare e a scrivere”; o di quando viene ammesso alla Normale di Pisa e la madre appena lo viene a sapere “si lancia in terra, rotolandosi per i prati, dicendo: ‘No, troppo lontano, troppo lontano, ne morrò’”; o del fatto che si è sposato il 23 marzo 1946 malgrado i violenti contrasti con la madre che era contraria: “Il matrimonio ovviamente è durato quattro mesi, il tempo di mettermi in cantiere”. E poi la relazione con Alda Merini (lei minorenne), le sue passioni, gli incontri di una vita ,e poi i tic alimentari, che lo portarono addirittura alla rottura con Giulio Einaudi, che aveva l’abitudine di allungare la forchetta nei piatti dei suoi autori, e Manganelli un giorno offeso se ne va “e con Einaudi non ha più voluto avere niente a che fare”.

A dir poco singolare, è il rapporto di Giorgio Manganelli con la figlia Lietta. È un rapporto interrotto, che ri-comincia quando lei ha 14 anni, e la prima volta che si incontrano dopo molti anni… beh, è un incontro curioso, ai limiti del surreale. Quando l’ho letto ho riso come fosse una storia inventata, ma non lo è. E poi anche il rapporto tra lui e la moglie, quattro mesi di matrimonio, eppure è rimasta la donna della sua vita, al punto che dopo due mesi esatti dalla morte di lei, muore anche lui: 28 marzo lei, 28 maggio lui.

Quindi mi vedo davanti questo signore grasso con le bretelle, pelato, tanto che il nostro incontro è stato anche molto manganelliano perché io gli ho chiesto: “Scusi, lei è il professor Manganelli?” La risposta: “Si”. “Allora io sono sua figlia”. Ma all’improvviso arriva Gadda per cui mi ha fatto stare sul terrazzo circa un’ora, tirando anche giù le tapparelle. Sentivo degli urli tremendi; poi mi ha detto: “Niente, scusa, era un collega con problemi di nervi”. Gadda l’era andato a cercare e gli aveva fatto una gran piazzata perché diceva che con Hilarotragedia aveva voluto prendere in giro La cognizione del dolore per via della figura materna comune. Ma che colpa aveva lui se in quell’epoca c’era in giro abbondanza di madri matte?

È un libro divertente, scritto con un linguaggio franco, senza orpelli o infingimenti, come fosse una chiacchierata tra amici. Lietta Manganelli ci racconta del padre e della sua famiglia sapendo ben dosare l’ironia all’interno del racconto, riuscendo a renderlo sempre fresco e leggero.

Il difetto di questo libro è che finisce troppo presto; il pregio è che si può aprire a qualsiasi pagina e cominciare a rileggere con una gioia sempre rinnovata.

 

ALBUM FOTOGRAFICO DI GIORGIO MANGANELLI. Racconto biografico di Lietta Manganelli
A cura di Ermanno Cavazzoni
Quodlibet (Compagnia Extra)
Anno 2010
pp.108
14 euro

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