IL SENSO DI UNA FINE di Julian Barnes

Ricordo, in ordine sparso:
– un lucido interno polso;
– vapore che sale da un lavello umido dove qualcuno ha gettato ridendo una padella rovente;
– fiotti di sperma che girano dentro uno scarico prima di farsi inghiottire per l’intera altezza di un edificio;
– un fiume che sfida ogni legge di natura, risalendo la corrente, rovistato onda per onda dalla luce di una decina di torce elettriche;
– un altro fiume, ampio e grigio, la cui direzione di flusso è resa ingannevole da un vento teso che ne arruffa la superficie;
– una vasca da bagno piena d’acqua ormai fredda da un pezzo, dietro una porta chiusa.
L’ultima immagine non l’ho propriamente vista, ma quel che si finisce per ricordare non sempre corrisponde a ciò di cui siamo stati testimoni.

Più che un romanzo una trappola. La scrittura scivolosa ti invischia, sabbie mobili si nascondono dietro ogni frase con semplicità, la storia fila, ti avvolge e poi ti intrappola e poi ti divora. Difficile descrivere la trama, non perché sia complessa ma perché insidiosa. Continua a leggere

ELIZABETH FINCH di Julian Barnes

Si esprimeva con proprietà, le sue frasi erano grammaticalmente impeccabili –sembrava quasi di poter sentire le virgole, i due punti, i punti fermi. Non cominciava mai un periodo senza sapere come e quando sarebbe finito. Eppure non parlava mai come un libro stampato. Il suo lessico attingeva allo stesso vocabolario che utilizzava per scrivere e per conversare in genere. Eppure l’effetto non era in alcun modo anacronistico, anzi ancora più vivo. E le piaceva – forse per suo piacere, o per sorprendere noi – buttare là ogni tanto una frase in un registro diverso.

Il nuovo romanzo di Julian Barnes, (Einaudi, trad. di Susanna Basso), esplora con delicatezza e senso dell’umorismo una relazione che sfugge alle etichette. Le etichette non piacciono al personaggio eponimo, Elizabeth Finch, donna singolare senza arrivare alla stravaganza (è anzi descritta come sobria nel vestire e nell’alimentazione), di grande personalità e immensa cultura. La voce narrante è quella di Neil che, giunto alla vecchiaia, ripercorre le tappe di una lunga frequentazione, iniziata ai tempi in cui, trentenne insoddisfatto dei suoi percorsi e dei suoi traguardi, era tornato a studiare. Continua a leggere