Dick Diver invece – be’, lui era quello perfetto. Rosemary lo ammirò in silenzio. La sua carnagione era rossiccia e cotta dal sole, come i suoi capelli corti – e come la delicata peluria che si spandeva su braccia e mani. Aveva occhi di un azzurro chiaro, di cristallo. Il naso era quasi a punta e non c’era mai alcun dubbio su chi stesse guardando o a chi stesse parlando – ed era un’attenzione lusinghiera perché chi mai ci guarda? – gli sguardi ci cadono addosso, curiosi o disinteressati, ma niente più di questo.
Difficile credere che Tenera è la notte sia uscito dalla stessa penna di chi scrisse Il grande Gatsby, eppure è proprio così.
Ma se nel secondo caso l’autore ha dato vita a un capolavoro che è entrato a tutto diritto nella storia della letteratura e nelle letture da intraprendere almeno una volta nella vita, nel primo caso non è riuscito a ripetere l’impresa. Continua a leggere
