RESTO QUI di Marco Balzano

Nel giro di pochi anni il campanile che svetta sull’acqua morta è diventato un’attrazione turistica. I villeggianti ci passano all’inizio stupiti e poco dopo distratti. Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. ‪Come se sotto l’acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita‬.

Libro straordinario che riporta a galla, nel vero senso del termine, una storia poco conosciuta del nostro Paese che meritava di essere raccontata. E Marco Balzano l’ha fatto in modo magnifico, in uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi tempi. Ha scelto di farlo attraverso una voce che riesce a far passare la Storia nella cruna dell’ago di una storia: una maestra che crede ancora alla forza delle parole come ultimo, disperato, atto di resistenza. Che prova a riportare le parole, in questa vallata del Sudtirol fatte muri, alla loro etimologia: parabole e quindi ponti.

Era bellissimo insegnare tedesco.Mi piaceva così tanto che a volte mi dimenticavo di essere una maestra clandestina. Pensavo a Erich, sarebbe stato orgoglioso di vedermi là sotto intenta a scrivere su un pezzo di ardesia lettere e numeri che i bambini copiavano e ripetevano in coro a voce sommessa.

Propositi per il nuovo anno: andare a Curon, guardare il campanile, non fare neanche un selfie, nemmeno una foto. Soltanto guardare, se serve immaginare, consapevole che

nessuno può capire cosa c’è sotto le cose. Non c’è tempo per fermarsi a dolersi di quello che è stato quando non c’eravamo. Andare avanti, come diceva Ma’, è l’unica direzione concessa. Altrimenti Dio ci avrebbe messo gli occhi di lato. Come i pesci.

RESTO QUI
Marco Balzano
Einaudi
Anno edizione: 2018
Pagine: 192 p.

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