PASSEGGERI NOTTURNI di Gianrico Carofiglio

cover-passeggeri-notturniPasseggeri notturni è una raccolta di trenta racconti brevissimi, gradevoli come solo le cose semplici sanno essere. Flash che illuminano per pochi istanti pezzi di vita.

L’autore è talvolta l’interlocutore critico di ipocriti commensali ad una festa o di politici che non sanno rinunciare ai “grotteschi rituali del potere”; altre volte un osservatore attento e silenzioso pronto a trascrivere le conversazioni tra una donna anziana e il malcapitato su cui cerca di far colpo o le parole concitate di due passanti che litigano. Perché nel lavoro dello scrittore “vale il vecchio motto sul maiale: non si butta via niente”. Basta solo saper trasformare i fatti e le persone in storie e personaggi attraverso le parole, strumenti quasi magici dotati di quel potere che Carofiglio sottolinea a più riprese:

le parole creano la realtà, fanno – e disfano – le cose…

A catturare l’attenzione sin da subito sono i titoli. L’autore gioca con espressioni mutuate dall’ambito giuridico (Tutta la verità, Confessioni); scelta, quest’ultima, che risulta più apprezzabile rispetto a quella di utilizzare singole parole (Rane, Binari) per richiamare gli incipit forse un po’ didascalici che caratterizzano alcuni dei racconti.
Come in un caleidoscopio si succedono e si alternano riflessioni, annotazioni, sogni e ricordi, accomunati da uno stile quasi diaristico.

D’un tratto si apre uno squarcio nel tempo e sento – sento davvero, da farmi scoppiare il cuore – il profumo del freddo e della giacca di pelle di mamma appena tornata a casa da scuola.

Esplorando la strada del racconto, Carofiglio ci presenta i suoi passeggeri notturni come persone che a bordo della vita s’imbattono in altri viaggiatori, ne ascoltano impotenti i singhiozzi, ne afferrano le debolezze, imparano da essi qualcosa. L’autore è uno di loro, “una sagoma nell’ombra”; i suoi racconti delle immagini fugaci, scene di vita incorniciate dal finestrino di un treno in corsa delle quali si scorgono solo frammenti. Ma passeggeri notturni sono anche coloro che sognano, e i viaggi onirici non sono mai frecce unidirezionali: tornano indietro, riavvolgono il nastro ed entrano in “stanze” abbandonate per farci rincontrare le persone che lì sono rimaste.

– Com’era quella frase? Aiutami a ricordarla.
– La morte non è niente. Io sono solo andato nella stanza accanto.

Nonostante alcuni racconti siano intrisi di nostalgia,Passeggeri notturni è un libro che fa perlopiù sorridere, allorché ci si accorge che la vita offre spettacoli comici nei suoi anfratti più insospettabili. La genesi di queste storie è, allora, un processo spontaneo che ha più a che fare con lo spirito di osservazione che con l’immaginazione.

Ho ripreso la mia passeggiata pensando, senza essere troppo originale, che questa storia prima o poi andava scritta.

Se è vero che alcuni racconti ricordano le parabole, non mancano, tuttavia, l’ironia e il sarcasmo. La scrittura è immediata, colloquiale, priva di ornamenti superflui. Ed è forse per questo che alla fine resta la sensazione di aver appreso tutto dall’autore in persona, seduti al bar, magari davanti a un caffè.

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Passeggeri notturni
di Gianrico Carofiglio
Einaudi (collana Einaudi. Stile libero big)
Anno 2016
Pagine 98
€ 12,50
Disponibile anche in eBook

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