NEL PROFONDO di Daisy Johnson

I luoghi dove siamo nati ritornano. Si travestono da emicranie, mal di stomaco, insonnia […]. Ci sono cresciuti dentro, sono il nostro midollo. Se ci rovesciassero come un guanto, troverebbero delle mappe incise dietro la pelle. Servono proprio a ritrovare la strada di casa. Solo che dietro la mia pelle non ci sono canali, binari ferroviari e una barca, ma sempre e solo tu.

Gretel è una donna dal nome di fiaba, la cui vita stessa ha tinte fiabesche. Ma di quelle di tradizione grimmiana: cupe, inquietanti, dove tutto è avvolto da un persistente senso di paura che permea tutte le cose. Cresciuta su un battello sul fiume, allevata dall’eclettica madre che la abbandona  adolescente, la Gretel adulta deve fare i conti con  la mancanza ingombrante della figura materna, che ingombrante lo è stata sempre, e con l’incapacità di vedere chiaramente tutti i tasselli del suo passato, offuscati dal tempo come fossero sporcati dall’acqua fangosa dei canali nei quali è cresciuta.

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L’ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA di Tiffany McDaniel

Come immaginiamo il diavolo? Probabilmente come lo immaginava l’avvocato Autopsy Bliss quando ha scritto l’invito destinato proprio a Satana sul quotidiano della cittadina americana di Breathed, Ohio: «con il forcone e le corna, rosso fuoco. Un essere brutale, malvagio e crudele…». E invece in paese, in una giornata di inizio estate, arriva Sal, un ragazzino afroamericano con una salopette di jeans, un ragazzo di campagna col fare di «un’anima antica» che dice di essere il demonio e chiede un gelato.

Un errore grossolano, davvero, aspettarsi la bestia, perché a volte, sì, a volte tocca al fiore portarne il nome.

Inizia così, L’estate che sciolse ogni cosa, il fortunato romanzo d’esordio di Tiffany McDaniel, edito in Italia da Atlantide e giunto alla quarta ristampa.

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CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO di David Grossman

Perché a volte, nei momenti più impensati, per strada, puoi sentire l’anima lacerarsi, catturata dalla storia di qualcuno che ti è appena passata accanto. 

La storia di Yair e Myriam è una storia vera, inventata, esiste altrove, nell’anima, nel cuore, nella speranza che ognuno di noi inizia a nutrire, una volta che legge questo libro, che l’amore si nasconde dietro i nostri gesti più insignificanti e qualcuno è lì, ad osservarli, capirli e alla fine, quasi per magia, amarci.

È così che Yair nota Myriam, in mezzo ad un gruppo di persone ma lei è diversa da tutti gli altri, questo Yair lo capisce subito perché percepisce in lei, nei suoi gesti, nel suo sguardo, la voglia di allontanarsi, isolarsi, andare via. Per Yair, la fragilità di questa donna, e quindi la sua bellezza, si racchiude in questi suoi primi gesti, attirandolo ed emozionandolo, ormai è tardi, non può più resistere o ignorarla.

Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.

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MARIANNE MOORE (15 novembre 1887 – 5 febbraio 1972)

NON CIGNO TANTO BELLO

«Non acqua tanto ferma quanto
le morte fontane di Versailles». Non cigno,
con cupo cieco sguardo sospettoso
e gambe di gondoliere, tanto bello
quanto il cigno di liscia porcellana, con i suoi
occhi ambrati e il suo aureo collare 
dentellato, a dimostrare di chi fu l’uccello.

Ritto sopra l’arboreo candelabro
Luigi Quindicesimo, di boccioli dipinti
di celosie, dalie,
ricci di mare e sempreverdi,
sta posato sulla spuma ramosa
di lucidi fiori
scolpiti — serenamente, e alto. Il re è morto.

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LE AFFACCIATE di Caterina Perali

Il romanzo Le affacciate uscirà in libreria (Neo Edizioni) a febbraio e vi consiglio di leggerlo: contiene uno spaccato, descritto in maniera veloce e ficcante, delle vite di una giovane donna milanese, Nina, che, di punto in bianco, viene licenziata dall’agenzia di organizzazione di eventi per cui lavora.

Questo evento inaspettato fa crollare la vita reale di Nina in un apatico trascinarsi fra le mura domestiche contando i chiodi sulle travi e sbirciando i vicini, mentre la sua vita social rimane fittiziamente in piedi fra chat con l’amica del cuore e googlate varie.

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IL TRENO DEI BAMBINI di Viola Ardone

Se è vero che i libri possono curare di disagi dell’animo, il romanzo di Viola Ardone è capace di donare un po’ di serenità e di calore in tempi non sempre rosei. La penna della scrittrice ci accompagna nell’Italia del secondo dopoguerra, nei rioni napoletani poveri di beni e di cultura ma ricchi di voci e di vita. In queste vie e in queste piazze cresce il piccolo Amerigo, che racconta con ingenuità e con una maniera sgrammaticata che scalda il cuore la quotidianità della sua famiglia, composta solo da sé stesso e dalla giovane e granitica madre, le terribili donne del quartiere, i giochi con gli amici e la mancanza di prospettive alla quale è destinato. È per i bambini come lui che l’Unione delle Donne Italiane del PCI ha pensato ai “treni della felicità”, che portarono migliaia di giovani del Sud nelle famiglie borghesi del Settentrione. Amerigo si ritrova così imbarcato su un treno pieno di bambini, come loro eccitato ma intimorito al tempo stesso, ferito dal distacco dalla madre e dalla sua terra e spaventato dalle malelingue che accusavano i comunisti di indirizzare i treni verso la gelida e terribile Russia sovietica. A Bologna non trovano case di ghiaccio e famelici uomini affamati di bambini, ma famiglie emiliane disponibili ad accoglierli per periodi più o meno lunghi.

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LE LACRIME DI NIETZSCHE di Irvin D. Yalom

La verità si raggiunge attraverso la sfiducia e lo scetticismo, non attraverso un infantile desiderio che le cose stiano in un certo modo.

Cosa può succedere quando la scienza s’incontra e si scontra con la filosofia? Chi vincerà? Quali credenze continueranno ad esistere e quali altre invece periranno?

Per provare scoprire la risposta a questa domanda è necessario immergersi tra le pagine del libro di Irvin D. Yalom Le lacrime di Nietzsche: dopo ogni parola diventa ferita e ogni capitolo è un passo in più verso la guarigione. Una storia che porta sul precipizio della vita, spinge verso l’abisso e il dubbio che in fondo poi le cose non sono sempre come sembrano o forse sono proprio terribilmente come sembrano, ecco, questa è la vertigine unica di questo meraviglioso libro.

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PANE E FERRO di Massimiliano Santarossa

Preludio     
Incontro Max alla stazione dei treni di Mestre. Oggi presenteremo il suo nuovo romanzo e io sono un po’ emozionata. Mi sorride con il suo immancabile cappellino in testa e mi porta a bere un bicchiere di vino. Le premesse per una presentazione di successo ci sono tutte.

Svolgimento  
Davanti a un pubblico accorso numeroso, dopo quattro anni, torna Massimiliano Santarossa, tra gli scrittori più estremi del Nordest per i temi letterari e per come li tratta. È l’ennesima data di una tournée che lo impegna da mesi, e che stasera lo accompagna qui alla Feltrinelli di Mestre per raccontarci questo romanzo famigliare di quasi quattrocento pagine, sul nostro Novecento, “Pane e Ferro”.
Ho presentato Santarossa più volte, ci conosciamo da anni e l’amicizia e la spontaneità che ci lega mi permettono di affrontare da subito un tema delicato: aveva dichiarato di smettere con la scrittura, invece siamo a presentare questo libro che sin dalla sua uscita ha trovato d’accordo critica e pubblico con una accoglienza
molto calorosa.

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AMORI RIDICOLI di Milan Kundera

Ma più si sforzava di dargli tutto, più le sembrava di negargli qualcosa.

Lungi dall’essere uno scrittore superficiale, come sempre Kundera si diverte a dissezionare le pieghe dell’anima e i tarli della mente. Con bisturi affilato, come nella sua opera più importante, L’insostenibile leggerezza dell’essere, taglia e cuce pezzi di amore, di tempo e di sogni.

Amori ridicoli è composto da sette racconti tutti incentrati, a modo loro, sul motore dell’universo: l’amore. Questo sentimento ci appare come mai visto così prima d’ora, sotto la lente d’ingrandimento di Kundera: distorto, crudele, vanesio, lascivo, come tutte le donne in questi racconti, personaggi lontani da quella sensibilità e passione che si dice che l’amore dovrebbe scaturire.

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IL TEOREMA DEL NIENTE di Davide De Lucca

Mi sono addentrato in questo enigmatico romanzo con la voglia di conoscere meglio la figura di Aldo Castori, autore della sceneggiatura del film “Il teorema del niente” di Lorenzo Bellini e regista a sua volta (ha lavorato fino agli anni ‘80). Mi sono imbattuto in una figura soprattutto divertente, molto sarcastica e cinica, al limite dell’irriverenza. La lettura è scorsa via piacevole, per merito del capace autore Davide De Lucca, attraverso sentieri imprevedibili, tragici e surreali. Sullo sfondo, la travagliatissima stesura della sceneggiatura maledetta.

Continuavo a scrivere “Il teorema del niente” senza capire cosa fosse, se solo una storia triste, compiaciuta e senza senso, oppure qualcosa di significativo per cui dovevo trovare la chiave giusta, o ancora il fallimento più totale: la vita di mezzo tra quelle due cose.
«Sarà un bel film almeno?» domandò sconsolato il produttore.
Ci pensai sopra. Dovevo trovare una risposta giusta, convincente: una bugia.
«No» dissi invece. «Per niente.».

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LA CREPA di Claudia Piñeiro

Al suo tavolo, Pablo Simó disegna il profilo di un edificio che non esisterà mai. Come se fosse condannato a fare lo stesso sogno ogni notte, da anni rifà quel bozzetto: un palazzo di undici piani rivolto a nord.

Se leggendo le prime pagine di questo libro vi trovaste persi non ci sarebbe da stupirsi, questo libro è così: nato per farvi perdere. Si presenta come un libro giallo, eppure fin dall’inizio noi sappiamo già chi è l’assassino, quindi è necessario abbandonare i sogni di detective e la voglia di avventure rocambolesche e è necessario soffermarsi su ciò che nella vita quasi sempre ci tormenta: il perchè.

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IDDA di Michela Marzano

«Nessuno perde del tutto sé stesso, Alessandra. Pure quando non si è in grado di relazionarsi con gli altri come si faceva in precedenza, rimane sempre qualcosa.»
«Cosa?» 
«Resta quello che noi specialisti chiamiamo “i residui di sé.»

Protagonista dell’ultimo romanzo di Michela Marzano è Alessandra, insegnante di biologia a Parigi, città raggiunta dopo aver abbandonato la Puglia, dove vive con Pierre, il suo fidanzato.

Idda” chi è? Idda è Annie, la mamma di Pierre che soffre di una malattia neurodegenerativa a causa della quale sta perdendo la memoria. 

Ma Idda è anche Alessandra che attraverso gli occhi azzurri, quasi trasparenti, di Annie, tenta di ritrovare sé stessa e il suo passato. 

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I RAGAZZI DELLA NICKEL di Colson Whitehead

Elwood ricevette il più bel regalo della sua vita il giorno di Natale del 1962, anche se gli mise in testa le idee che lo avrebbero rovinato. Martin Luther King at Zion Hill era l’unico disco che possedeva, e non lo toglieva mai dal piatto. 

Elwood Curtis è un ragazzino nero che va a scuola, vive con la nonna e fa il garzone nella tabaccheria del signor Marconi. Sono gli anni Sessanta, siamo in Florida, e per essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, improvvisamente si vede sottrarre sogni e vita.

Elwood è un tipo sveglio, gli piace studiare e mette via i soldi per andare al college. È curioso, e quando la nonna gli regala un disco con incisi i discorsi di Martin Luther King, Elwood lo ascolta e lo riascolta all’infinito, tanto basta per scatenare la sua fame di giustizia, “si sentiva collegato alla lotta per i diritti nell’intero paese”

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M. IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati

M Il figlio del secolo.
848 pagine.
Prima edizione settembre 2018
150.000 copie vendute.
Vincitore del Premio Strega 2019.
Da quasi un anno uno dei libri più venduti.

Un successo meritato?
Era la domanda a cui volevo dare una risposta quando ho iniziato a leggere le prime pagine di questo romanzo storico, con la speranza di arrivarci alla fine di un tomo del genere.
Ci sono riuscito, mi è piaciuto, il successo che gli arride è giusto.
Tanto che spero di leggere presto il secondo libro di questa trilogia, senza che mi importi sapere di quante pagine sarà composto. Continua a leggere

LA REVISIONE di Federico Leva & Christian Pastore

le conclusioni affrettate non fanno bene allo stato di salute della realtà, uno stato di salute assai precario, anche se la realtà non è certo come una palazzina, che basta una fuga di gas e bum, scoppia e poi crolla. Ciò nonostante la realtà si è fatta liquida, ormai lo sanno tutti, il che significa fra le altre cose che più la dai per scontata, più ti sommerge. Quindi legga, commissario, legga. E come ho fatto io da cima a fondo.
La loro corrispondenza era cominciata a settembre, a settembre dell’anno scorso.

Per uno scrittore esordiente cosa ci può essere di meglio che ricevere un giudizio lusinghiero sul proprio lavoro da un grande romanziere, un romanziere così grande che è sparito dalla scena letteraria (e non solo letteraria) da decenni, talmente grande che i suoi libri sono ormai introvabili?

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