M. IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati

M Il figlio del secolo.
848 pagine.
Prima edizione settembre 2018
150.000 copie vendute.
Vincitore del Premio Strega 2019.
Da quasi un anno uno dei libri più venduti.

Un successo meritato?
Era la domanda a cui volevo dare una risposta quando ho iniziato a leggere le prime pagine di questo romanzo storico, con la speranza di arrivarci alla fine di un tomo del genere.
Ci sono riuscito, mi è piaciuto, il successo che gli arride è giusto.
Tanto che spero di leggere presto il secondo libro di questa trilogia, senza che mi importi sapere di quante pagine sarà composto.

Il figlio del secolo, racconta gli anni di Mussolini che vanno dal 1919 al 1924, dalla nascita del fascismo sino alla presa del potere.
I capitoli sono tanti, non molto lunghi, scorrevoli, sempre con un protagonista; molte volte è Mussolini, oppure altre figure rilevanti per lui o per quel periodo storico.
Da Gabriele D’Annunzio a Margherita Scarfatti; da Italo Balbo a Filippo Tommaso Marinetti; da Pietro Nenni a Nicola Bombacci.
Si raccontano i fatti: lo scontento dei soldati ritornati dal fronte, l’impresa di Fiume del 1919, la repubblica del Carnaro e il suo epilogo; la nascita del movimento fascista, gli scontri con gli ex compagni del partito socialista; la ribellione degli operai e dei contadini, la forza dei socialisti e la incapacità dei loro dirigenti, la scissione del partito comunista; gli scontri tra opposte fazioni sino al dilagare della violenza; le incursioni violente delle squadracce fasciste, i massacri; le prime elezioni disastrose per il partito fascista; le seconde migliori; la minaccia della marcia su Roma per cambiare il governo; la presa del potere; lo scontro per tenere a bada gli elementi più estremi della violenza, gli assassini, una volta diventato capo del governo.
Inoltre le donne, la moglie, le amanti, i figli riconosciuti, il loro ruolo, in primis quello di Margherita Scarfatti, amante e consigliera.
Anche Giacomo Matteotti: le lettere alla moglie, le sue battaglie nelle campagne del polesine, la violenza ricevuta da una spedizione squadrista, i suoi interventi in parlamento, il suo omicidio.

“Io ti amo, per sempre, per sempre…”
Poi la donna innamorata ha promesso al suo uomo di vivere dissimulata nell’ombra della sua luce, lo ha implorato di consentirle di restare al suo fianco, silenziosa, secondaria, per potergli somministrare soltanto un po’ di quiete, qualche dolcezza, la certezza di un amore infinito, per poter essere niente altro che il porto sicuro in cui la “grande nave gloriosa”, navigati tutti gli oceani, si riposa.
Fedele a questa promessa impossibile, nei primi giorni dell’anno, Margherita ha atteso Benito a lungo nella sua camera dell’Hotel Continentale ma, quando convocata dal desiderio o dal bisogno, non si è nemmeno rifiutata di salire la scala di servizio del Grand Hotel riservata alla servitù. Per il suo uomo, la donna innamorata ha salito anche quelle scale meschine .

Come vedete i fatti sono tanti, tutti spiegati, documentati. Ma per niente noiosi, anzi, chiari.
Ernesto Galli della Loggia ha rilavato diversi errori in un suo articolo («M» di Antonio Scurati, il romanzo che ritocca la storia) e si chiede come nessuno se ne sia accorto: o in realtà nessuno ha letto il libro oppure che chi lo ha letto condivideva lo stesso livello della storia patria.
Ammetto di non essermi accorto delle sviste e quindi non sono molto ferrato in storia, ma per me comunque il libro, questa storia, rimane avvincente e scritta bene.
Se posso muovere una critica, che vale un punto in meno sulla mia personale scala di giudizio, è il trattare quasi marginalmente chi invece è il principale fautore della presa del potere da parte di Mussolini, cioè Vittorio Emanuele III di Savoia.

Fatti, persone, sentimenti, tatticismi, violenze; c’è molto in questo libro, anche un continuo parallelismo, un continuo rimando, agli avvenimenti della stagione politica attuale.
A maggior ragione è bene leggerlo.

Antonio Scurati ((Francesco Alesi, Internazionale)

Antonio Scurati ((Francesco Alesi, Internazionale)

C’è puzza di piedi.
Lui si è sfilato le ghette, ha slacciato le scarpe, allentato la cinta dei calzoni e, in maniche di camicia, si è sprofondato nella poltrona. La sigaretta pendula nel mezzo delle labbra, alla moda francese, allunga le gambe sulla poltrona di fronte, “all’americana”, dice.
“Bisogna riconoscere che le divisioni degli altri ci hanno potentemente aiutato… Ah! Tutti quei candidati al governo: Bonomi, De Nicola, Orlando, Giolitti, De Nava, Fera, Meda, Nitti… Sembrava il disperato appello nominale dei santoni del parlamentarismo in agonia. E che dire di quel povero cristo di Facta che apre una crisi ministeriale proprio dopo la nostra adunata di Napoli?!”
Cesare Rossi, insieme a pochi altri sodali – perché amici lui si ostina a non volerne – lo ascolta rievocare calmo, schietto, smobilitato, la campagna vittoriosa a beneficio dei presenti. Ma sa che lui, anche in questo momento di trionfo, soprattutto in questo momento, parla innanzitutto a se stesso.

M. IL FIGLIO DEL SECOLO
Antonio Scurati
Editore: Bompiani
Collana: Letteraria italiana
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 settembre 2018
Pagine: 848 p., Brossura

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