LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino

Fra le pareti bianche della mensa quel giorno diventai un’assaggiatrice di Hitler. Era l’autunno del ’43, avevo ventisei anni, cinquanta ore di viaggio, settecento chilometri addosso. Da Berlino ero venuta nella Prussia orientale, il luogo dove era nato Gregor, e Gregor non c’era. Per sfuggire alla guerra mi ero trasferita a Gross-Partsch.

Ogni giorno, da quel giorno, la vita di Rosa Sauer, l’assaggiatrice di Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello, poteva finire con un solo assaggio.
La vicenda di Rosa, intrecciata a quella di altre nove donne, si ispira alla storia di Margot Wölk: l’ultima assaggiatrice di Hitler. È da questo evento reale che si snoda un tratto della Storia poco conosciuto. 

Mentre giorni passano sempre uguali, ma appesi ad un filo e le lettere di Gregor, il marito al fronte, giungono sempre più di rado, in Rosa vediamo snodarsi un continuo conflitto con la società. La volontà dell’autrice è infatti quella di indagare l’animo di questa donna, un animo che deve scontrarsi con il reale.

Abbiamo vissuto dodici anni sotto una dittatura, e non ce ne siamo accorti. Che cosa permette agli esseri umani di vivere sotto una dittatura? Non c’era alternativa, questo è il nostro alibi. Ero responsabile soltanto del cibo che ingerivo, un gesto innocuo, mangiare: come può essere una colpa?

Il punto di vista è intimo e noi lettori vediamo Rosa evolversi in queste scandite giornate, ma mentre cambia spesso deraglia ed è la società stessa, il suo compito di assaggiatrice, a farla uscire dai binari. 

Preferirebbe non salire sul quel pulmino ogni mattina, ma lo stipendio le fa comodo. Preferirebbe non rischiare la vita mangiando, ma non può rinunciare alla sicurezza di un pasto caldo.  Vorrebbe rivedere Gregor di ritorno dal fronte, ma si lascia andare ad un legame inaudito con il tenente Ziegler. Si sente in dovere di raccontare delle verità ad Elfride, ma è disposta a pagarne il prezzo?

Rosella Postorino ci presenta una donna che racchiude nel suo animo l’ambiguità: il privilegio del cibo e la sfida con la morte, l’essere vittima e colpevole. Rosa, nella sua lotta, perde anche ogni tipo di innocenza, tanto da non poter avere più redenzione. Ed è proprio questo a rendere il libro una lettura penetrante perché il lettore non solo continua a chiedersi come si sarebbe comportato nei panni di Rosa, ma oscilla tra il redimerla come vittima del sistema totalitario e il colpevolizzarla di essere allo stesso tempo parte del sistema criminale.  

“Quasi mai le cose sono quel che sembrano,” disse. “Vale anche per le persone.”

LE ASSAGGIATRICI
Rosella Postorino
Feltrinelli (I Narratori)
288 pp.
17 euro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *