LA MIA PUTTANA FRANCESE – Una delicata storia d’amore di Gene Wilder

La-mia-puttana-francese-gene-wilder-sagomaDopo il suo esordio come scrittore con l’autobiografia Baciami come uno sconosciuto, La  mia puttana francese (My french whore) è il primo romanzo di Gene Wilder. 

Sono rimasta piacevolmente colpita dall’edizione. Sagoma Editore ha curato davvero bene questo libro: la copertina è bella ed elegante, in linea con il contenuto del libro. I caratteri sono leggibilissimi e la suddivisione dei capitoli segue lo stile grafico del titolo, l’asimmetria delle pagine, poi, ci rimanda indietro nel tempo, un’imperfezione (voluta) davvero piacevole al tatto.

Aprendo il libro ci troviamo nel 1918. Paul Peachy è un conducente di treni, nonché attore mancato, di Chicago (impossibile non associare il personaggio allo stesso Wilder). Insoddisfatto della sua vita e infelice del suo matrimonio, decide di lasciare tutto e arruolarsi nell’esercito americano. A giugno dello stesso anno sbarcherà in Francia per combattere i tedeschi. A causa dell’origine tedesca della sua famiglia e della conoscenza della lingua, Peachy si ritroverà dall’altra parte della barricata, in territorio tedesco, costretto ad interpretare il ruolo di una famosa spia germanica. Ed è proprio in questa veste che farà la conoscenza di Annie, puttana francese, di cui si innamorerà, mentre intorno a loro infuria l’atrocità della guerra e il pericolo costante di essere smascherato dai  nemici.

“Perché non ti avvicini e non lasci che ti aiuti a spogliarti?”
Ero immobile e fissavo il suo splendido corpo. Era così liscio che mi ricordava le figurine di alabastro del museo di Milwaukee.
“Non vuoi fare l’amore con me?”, chiese una vocina infantile.
“Si che voglio”.
“Non è che ti piacciono i maschietti, vero?”, chiese, improvvisamente seria.
“No, niente del genere. Ti dispiacerebbe toglierti il trucco?”, chiesi.
Sembrò leggermente allarmata.
“Perché?”, chiese.
“Voglio vedere il tuo viso”

Wilder ha il dono indiscutibile della leggerezza. La sua è una storia delicata nonostante il periodo storico in cui è ambientata. Ha il pregio di portarti fino all’ultima pagina con un sorriso perennemente accennato sulle labbra e la sua ironia è allo stesso tempo tenera e frizzante. Le comiche interpretazioni del suo personaggio e i suoi improbabili travestimenti, oltre a strapparmi più di una risata, mi hanno fatto intravedere un personaggio, un uomo, (lo stesso autore probabilmente), che si difende dalle atrocità del mondo con un semplice sorriso, come se questo suo talento riuscisse a rendere più sopportabili le brutture che lo circondano. Ma questa sua predisposizione alla recita, alla finzione, alla mascherata, cadono di fronte ad Annie, di fronte all’amore. Lui non la bacerà fino a quando lei non si presenterà completamente struccata. Peachy vuol vederla davvero per quella che è, e vorrebbe poter fare altrettanto, confessandole la sua vera identità.

In ultimo, ho apprezzato moltissimo i personaggi secondari, davvero ben caratterizzati, e nessuno mi leverà dalla mente che il Capitano Harrington altri non è che Mel Brooks!

Caro capitano Harrington,
Stavo per bruciare questi appunti, credevo di averli buttati giù solo per non impazzire. Ma poi mi sono reso conto di averli scritti unicamente perché desideravo che Lei capisse i motivi che mi hanno spinto a comportarmi in modo così bizzarro. Spero che un giorno, finita la guerra, Lei possa leggere questo diario. Spero anche che serberà di me un buon ricordo.

Gene-Wilder

LA MIA PUTTANA FRANCESE – Una delicata storia d’amore
Gene Wilder
Tradotto da Alessandra Olivieri Sangiacomo
Sagoma Editore
pp.182
€ 14,00

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