LA DISUBBIDIENZA di Alberto Moravia

Sotto la pioggia dei rimproveri e dei cattivi voti, provava una soddisfazione particolare, sembrandogli che quei rimproveri fossero, in realtà, elogi e quei cattivi voti buoni voti per la condotta che ormai aveva deciso di tenere. Ma nello stesso tempo non poteva fare a meno di sentirsi invaso da un’amarezza profonda, al pensiero che la sua condizione di scolaro peggiorava ogni giorno e presto sarebbe diventata irreparabile.

L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, lo sanno bene i genitori che si trovano a combattere quasi con un altro figlio, la brutta copia di quello che, solo ieri, era un tranquillo e adorabile bambino. Ma poi scatta qualcosa, una crepa inizia a spaccare il verro, a impossessarsi centimetro dopo centimetro della bellezza dell’equilibrio, il rumore sordo della sua avanzata rimbomba ovunque, nulla può fermarla, e inevitabilmente… frammenti! Tutto si trova distrutto, distorto, tutto è confuso, l’adolescente è inaccessibile persino a sé stesso.

Ebbene, Moravia, con la sua solita e mai scontata arte dell’introduzione, racconta la nascita, l’avanzare e infine l’arresto di questa crepa.

Luca è un ragazzo come tanti (solo di un altro tempo, infatti siamo nel ‘900 ma si sa, gli uomini non cambiano mai) che da un momento all’altro si trova cambiato, insoddisfatto, improvvisamente un moto dello spirito, una febbre, quasi fosse il primo vero sintomo del cambiamento in atto che s’impossessa di lui, un cambiamento che non ne vuole sapere di passare. E poi, inesorabile, la valanga.

Il disgusto per il mondo, per I soldi e per i genitori travolge ogni cosa, le emozioni si scontrano come biglie che hanno perso la loro strada, ogni cosa porta dentro di sé il marcio, la disillusione con il suo pugnale squarcia il velo e mostra la realtà così com’è.

Il sacrificio degli oggetti e del denaro, nonostante quegli antichi e dimenticati moti di sazietà, di disgusto e di vergogna di cui soltanto adesso gli pareva di capire tutta l’importanza e il significato, fu anche più difficile di quello dell’amor proprio scolastico. A rifiutare lo studio era stato portato dal ribrezzo del corpo stremato; ma al ripudio della proprietà sentiva che non sarebbe arrivato senza la perplessità e il dolore che ispira una privazione crudele e apparentemente ingiustificata.

Accanto a tutto questo, un ruolo importante, quasi da protagonista, lo gioca il sesso. La pulsione è curiosità, forza e volontà, amore e morte; e quando si soddisfa l’impulso tutto muore e tace. Così succede a Luca che una volta sfumata la bestia famelica del sesso trova la sua pace e la strada del ritorno. Torna, a chiusura, di nuovo la febbre, simbolo e metafora della fine di un processo di iniziazione che ora lascia le porte spalancate sul vero mondo, quello degli adulti, del sesso, ma anche del denaro e di qualche preghiera, (rigorosamente la domenica), per purificarsi dai peccati settimanali.


LA DISUBBIDIENZA
Alberto Moravia
Introduzione di Massimo Onofri
Bibliografia di Tonino Tornitore
Cronologia di Eileen Romano
Bompiani
pagg. 176
9 euro

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