IL GRANDE FUTURO di Giuseppe Catozzella

Catozzella_Il grande futuro_NAR.inddSe è con la luce che la vita si presenta, io nacqui due volte. La prima volta fui Alì, e nascendo seppi tutto quello che c’era da sapere: che l’unica legge che governa la vita è la legge dell’amore.
La seconda volta fui Amal, che significa speranza, e rinascendo cancellai ciò che sapevo. Poi impiegai tutta la vita a ricordarlo. Luce su luce, dice il testo sacro. Nurun ala nur.
E così, per me, fu.

Alì, o meglio Amal, nasce su un isola il cui sfondo non è solo l’amato mare, ma soprattutto la guerra. È guerra tra Esercito Regolare e i Neri. È guerra tra soldati con il fucile e soldati con il Corano. Ed è una guerra che entrerà subito nel destino di Amal. La sua seconda vita inizia dopo che una mina lo colpisce al petto proprio mentre si trovava in un luogo sacro, la moschea del villaggio. La sua vita è subito segnata da due grandi realtà che vivranno a lungo nel suo petto: la guerra e la religione. Il cuore di Alì prima e il nuovo cuore dopo. “D’ora in avanti sarai Amal, speranza”.
Amal trascorreva le sue giornate di bambino con il suo migliore amico Ahmed. Amal, servo e povero, Ahmed, figlio del signore del villaggio, ma l’unica cosa che importava era la loro amicizia, al di là delle gerarchie sociali.

Guerrieri, e paladini coraggiosi. Legati per l’esistenza. Uguali nel sangue nonostante le origini differenti. Niente era certo, questo lo sapevamo, essendo nati nella guerra. “Soltanto una cosa rimarrà per sempre uguale: la nostra amicizia,” ci promettemmo.

La realtà che Catozzella ci presenta è una realtà complessa: l’Islam è muto nello sfondo, la Storia con la s maiuscola entra piano tra le pagine, silenziosamente si spiega e attraversa la vita del villaggio, senza diventare un pesante resoconto di guerra o politica. Questa è sicuramente una forza del romanzo: raccontare una realtà che per noi occidentali è spesso difficile da comprendere, forse perché legata ad un’altra cultura e religione, forse perché lontana, anche se non troppo, geograficamente. Ma la Storia in cui si muove questo racconto non può che penetrare il lettore, travolgerlo, così come improvvisamente travolgerà la vita di Amal.
L’atmosfera quasi fiabesca in cui si muovono i personaggi subisce presto un brusco cambiamento.
Amal e Ahmed non giocano più a “fare la guerra”, la guerra entra nel villaggio. Il clima diventa sempre più teso: i Neri progettano un rapimento, Ahmed prende una decisione per la sua giovane vita, Hassim, il padre di Amal, si vede costretto ad abbandonare la famiglia e il villaggio. Amal rimane solo.
Ha inizio per lui un lungo cammino, dove ogni grande meta raggiunta è un tassello che da luce alla sua identità. “Se ti incammini incontrerai ciò che non conosci, ti aprirai all’ignoto. Se resti fermo t’imbatterai solo in ciò che conosci già. Sono le deviazioni che conducono alla meta”.
E Amal ha camminato tanto: ha conosciuto, ha pregato, ha amato, ha sognato, ha sofferto, si è assetato di Corano e di sangue, ha conosciuto la pazienza e il perdono, ha fatto promesse e non ha mai tradito. Ha ascoltato il suo mare e ha ricercato la felicità promessa dal vecchio Tarif: “Volevo solo ricordarti che la felicità è un diritto di tutti, Amal. Ricorda queste parole, qualunque cosa accada alla tua giovane vita. Hai diritto alla tua felicità. Se la cercherai, lei si farà trovare. Te lo prometto”.
E ha saputo ritrovare la via di casa.catozzella
In ogni suo gesto ha ricordato un passo del Corano insegnato dal padre: “Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato l’umanità intera”.
E lui ha dato luce al suo Futuro.

Quando chiudi l’ultima pagina di questo libro rimani per un attimo sospeso. Le sue parole sono potenti. Non posso classificarlo come una bella o brutta lettura, perché questo libro colpisce al cuore e ti scaraventa, come è successo ad Amal nelle prime pagine.
Colpisce la coscienza e l’umanità di ognuno di noi, chiunque la possieda ne viene trafitto.
E perde le parole.

 

IL GRANDE FUTURO
Giuseppe Catozzella
Feltrinelli
pp. 261
16 euro
Disponibile anche in ebook

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