IL DISPREZZO di Alberto Moravia

La felicità è tanto più grande quanto meno la si avverte. Sembrerà strano, ma in quei due anni mi parve talvolta persino di annoiarmi. Certamente, poi, non mi resi conto che ero felice. Mi sembrava di fare cosa che tutti fanno: amare la propria moglie ed esserne amato; e quest’amore mi sembrava un fatto comune, normale, ossia per nulla prezioso; proprio come l’aria che si respira e ce ne è tanta e diventa preziosa solo quando viene a mancare.

Alberto Moravia con Il disprezzo (1ª ed. 1954) ci ha regalato un grande romanzo realistico, vivo, pulsante. Centro focale è il rapporto di coppia: il rapporto coniugale tra il protagonista, Riccardo Molteni e sua moglie Emilia. Un rapporto quasi perfetto, dove ogni ingranaggio è oliato dalla stima reciproca e dall’amore, ma  poi, un’incrinatura, una crepa che via via si fa strada crea dubbi, angosce, i comportamenti cambiano, le parole seppur attutite dall’abitudine assumo un tono falso, improvvisamente niente è più come prima.

La protagonista, Emilia, con scuse banali non dorme più nel talamo nuziale: il marito russa, entra troppo luce, lui si alza presto. Ma sono giustificazioni deboli che non sfuggono al marito che però prova a lasciarsi coccolare dall’illusione che tutto sia come prima, ma non lo è, non lo sarà più. Lui vuole sapere il perché: lei nega, lui insiste. Lei si stufa, lui si mortifica. E alla fine eccolo là, Emilia vomita tutto il disprezzo per suo marito, per quell’uomo che ora non vuole più, che non tollera più, ogni suo gesto o parola la infastidisce, la stessa presenza è un tormento infinito, agonia pura. 

Ho notato che quanto più ci si sente dubbiosi, tanto più ci aggrappa ad una falsa lucidità della mente, quasi sperando di chiarire con la ragione ciò che il sentimento intorbida e rende oscuro.

Ma cosa sarà successo per rovinare l’armonia di due anime che si sono scelte per sempre?

Moravia crea una narrazione che non lascia fiato, dove il protagonista per capire e scoprire il motivo del disprezzo, torna indietro nel tempo con la mente a scene passate, ricerca espressioni, sguardi, tormenta la sua fantasia, crea ipotesi, ragiona e poi il sentimento che lo travolge, l’errore, l’urlo, l’illogicità dell’amore.

Insomma un romanzo che parla di tutti noi, di chi ha disprezzato, di chi è stato disprezzato, chi ha perduto l’amore e chi lo ha lasciato andare via, impossibile non riconoscersi con maniacale precisione in ogni parola, impossibile non soffrire o angosciarsi davanti a sentimenti impazziti, poco chiari, chiarissimi, impossibile non amare questo grande romanzo della nostra letteratura.

IL DISPREZZO 
Alberto Moravia
Introduzione Arnaldo Colasanti
Bompiani (Tascabili narrativa)
pp. 288
euro 11

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