IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee

Il buio oltre la siepeL’attesa per l’uscita in Italia del sequel Va’ metti una sentinella prevista per il 19 novembre in edizione Feltrinelli è talmente elevata che mi ha spinto a leggere un classico della letteratura americana: Il buio oltre la siepe (titolo originale “To Kill a Mockingbird”  – Uccidere un usignolo). Conoscevo poco della figura di Harper Lee e i commenti che avevo ricevuto su questo romanzo scritto negli anni ‘60 erano tutti entusiastici.

Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

La storia è ambientata nell’Alabama degli anni ’30 in un paese chiamato Maycomb ed è narrata dalla voce sfrontata e innocente della protagonista, Jean Louise detta Scout, una bambina che vive con il fratello più grande Jem, il padre avvocato Atticus Finch (portato sullo schermo nella versione cinematografica da Gregory Peck che con quest’interpretazione vinse l’Oscar) e la governante di colore Calpurnia.

La trama: Atticus Finch, persona integerrima, viene incaricato di difendere un “negro” accusato ingiustamente di violenza carnale. Nonostante il suo lavoro accurato ed efficace, non riuscirà a evitare il verdetto di colpevolezza dell’assistito: la giuria, espressione di una società intrisa di razzismo, ne sancirà la condanna a morte.


Noi sappiamo che non tutti gli 
uomini furono creati eguali, nel senso che molta gente vorrebbe farci credere: sappiamo che vi sono persone più intelligenti di altre, più capaci di altre per naturauomini che riescono a guadagnare più denarodonne che fanno dolci migliori, individui dotati di qualità negate invece alla maggioranza degli uomini. Ma c’è una cosa, nel nostro paese, di fronte alla quale tutti gli uomini furono davvero creati uguali: un’istituzione umana che fa di un povero l’eguale di Rockefeller, di uno stupido l’eguale di Einstein, e di un’ignorante l’eguale di un rettore di università. Questa istituzione, signori, è il tribunale.

Nonostante i temi affrontati nella vicenda siano gravi, questo romanzo è, a mio avviso, permeato dalla grazia. Grazia nel raccontare lieve e ironico di Scout, grazia nella cifra stilistica che attrae, grazia nell’intreccio avvincente, grazia nel regalare al lettore pennellate di saggezza mai saccenti.

Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

Il buio oltre la siepe è un romanzo che mette a nudo lo squallore dei pregiudizi, dell’ignoranza e dell’ingiustizia che purtroppo sono mali che affliggono ogni società, in qualunque epoca e a qualsiasi latitudine. La voce di Scout, innocente e coraggiosa, è l’arma che dovremmo usare noi, un po’ tutti, per indicare e dare un nome a questi mali. Perché solo definendoli e ridimensionandoli possono essere sconfitti. Questo è il messaggio di speranza che si scorge in controluce man mano che le pagine scorrono.
Harper Lee vinse con Il buio oltre la siepe il premio Pulizer nel 1960.

 

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Il buio oltre la siepe
di Harper Lee
Traduzione di Amalia d’Agostino Schanzer
pp. 290
euro 9,00
Feltrinelli

2 thoughts on “IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee

  1. Non metto in sé per sé in dubbio il valore dell’opera, che ovviamente deve essere contestualizzata, altrimenti non la si intende. Ho amato Atticus, tuttavia è un libro che prende il decollo dopo un bel po’ di pagine. Non rientro, dunque, nel folto numero di persone che lo adorano, anzi. Sono curiosa di leggere la prossima uscita 🙂

    • La bellezza di questo romanzo sta proprio, a mio avviso, nel poter parlare e affascinare anche lettori nati ben oltre la data di pubblicazione. Poi, come tutti i romanzi, a prescindere dal suo valore, come è giusto che sia, può far vibrare molte, alcune, o nessuna corda nell’animo di chi legge.

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