I RACCONTI DEL COMMISSARIO SILVESTRI. INDAGINI NELLA VENEZIA METROPOLITANA di Guido Vianello

IL COMMISSARIO SILVESTRI E LA NOSTALGIA PER UNA CITTÀ PERDUTA

“Papà, ma perché in questo campo non c’è nessuno?”
“Cossa ti disi, Biagio?”
“Quando passiamo di qui è sempre vuoto. Sento solo l’acqua della fontanella. Chi ci abita?”.
“Che domanda: veneziani, come noialtri. Poi, guarda sono arrivati dei bambini con il pallone!”
“Dove?”
“Là, dove c’è scritto Casa israelitica di riposo, vedi? Dai, chiedi di giocare con loro. Io ti aspetto qui, sulla panchina”.
“Mi vergogno, papà!”
(dal racconto “Il destino dell’onda”)

È veneziano il commissario Silvestri.
Il personaggio uscito dalla penna di Guido Vianello ci accompagna per 230 pagine attraverso una città riconoscibile per luoghi e atmosfere, ma, come annunciato nel titolo, ci conduce anche attraverso quel ponte translagunare che, come un filo di yo-yo, allontana e avvicina il “pesce” della città storica all’area metropolitana.

Oltre il canale dei petroli, tra file di bricole e ali di cocai in volo, scorse l’isola della Giudecca e più in là il profilo occidentale di Venezia, anziana dama dai cento gioielli la cui immagine, elegante e imbellettata, si rifletteva nello specchio del catino di casa. Silvestri si chiese perché quel giorno l’acqua gli sembrasse tanto immobile e opaca.
(dal racconto “Nero su nero”)

La fitta rete di calli e canali ben si presta a rappresentare l’intreccio delle storie che vedono protagonista il commissario Silvestri. Si percepisce il suo disagio a muoversi in un tempo e uno spazio in cui sembrano persi per sempre i capisaldi della convivenza civile e dell’umanità, un’epoca di corruzione e intrigo. Silvestri però si ostina a ripercorrere una Venezia fatta di luoghi conosciuti: fondamenta, osterie, calli, teatri, portoni sulle rive, imbarcaderi, salizzade, fonteghi, ponti che più che scene di un’azione sembrano paesaggi interiori, conservati con cura, che servono a Silvestri per non “perdersi” in una realtà spesso difficile da decifrare.

Le sue escursioni in territorio metropolitano ci consentono di allargare lo sguardo su una realtà rapidamente mutata, basti pensare alla metamorfosi subita da Porto Marghera: da polo industriale fatto di operai, lotte, sviluppo, ma anche distruzione di territorio e vite a parcheggio con il totem tecnologico del Vega sullo sfondo di capannoni industriali abbandonati.

… osservò stranito quella scia immensa ed agitata; nello smarrimento di quel vuoto lacerante, anche le ciminiere di Porto Marghera descrivevano sullo sfondo il profilo confortante della casa ritrovata.
(dal racconto ” Silvestri e l’affare Seingalt”)

Silvestri si muove in questi scenari esibendo un’umanità e una sensibilità emotiva che ne fanno un anti-eroe rassegnato a vivere un’epoca che non è il suo tempo.
Nella sua reiterata pratica introspettiva si avverte una profonda nostalgia per un passato che perde sempre di più i contorni, ma anche lo sforzo tenace per comprendere l’inedita realtà con cui è chiamato a fare i conti.
Un buon esordio per l’autore Guido Vianello e l’impressione che presto ritroveremo il Commissario Silvestri aggirarsi per lo straordinario scenario della Venezia metropolitana.


I RACCONTI DEL COMMISSARIO SILVESTRI. INDAGINI NELLA VENEZIA METROPOLITANA
Guido Vianello
Editore: Mazzanti Libri ME Publisher
Collana: Giallo & nero
Euro 20
Pagine: 232

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