ELISABETH BISHOP (8 febbraio 1911 – 6 ottobre 1979)

Chemin de fer

Da sola lungo i binari
camminavo col cuore in tumulto.
Le traverse erano troppo vicine
o forse troppo lontane tra loro.

Un povero scenario; cespugli
di pini e di querce; al di là
delle foglie verdi e grigie
vidi il piccolo stagno

dove vive lo sporco eremita,
stendersi come un’antica
lacrima che si tien strette
di anno in anno lucidamente le ferite.

L’eremita scaricò il suo fucile,
tremò l’albero presso la capanna.
Sullo stagno passò un’increspatura.
La gallinella cominciò a chiocciare.

«L’amore, lo si deve esercitare!»
gridò il vecchio eremita.
Attraverso lo stagno l’eco
cercava, cercava di confermare.

 

 

Visite all’ospedale St. Elisabeth 

Questa è la casa dei pazzi.

E questo è l’uomo
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il tempo
del tragico uomo
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è l’orologio
che segna le ore
dell’uomo loquace
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il marinaio
che al polso ha l’orologio
che segna le ore
dell’uomo onorato
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il molo tutto di assi
a cui arriva il marinaio
che al polso ha l’orologio
che segna le ore
del coraggioso vecchio
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questi sono gli anni e i muri del reparto,
i venti e le nubi del mare di assi
che il marinaio veleggiando ha visto
il marinaio che al polso ha l’horologio
che segna il tempo
dell’uomo capriccioso
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è l’ebreo col cappello di carta di giornale
che danza piangendo lungo il reparto
col cigolante mare di assi
oltre il marinaio
che carica l’orologio
che segna le ore
dell’uomo crudele
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il mondo dei libri scoppiato.
Questo è l’ebreo col cappello di carta di giornale
che danza piangendo lungo il reparto
sul cigolante mare di assi
del marinaio strambo
che carica l’orologio
che segna le ore
dell’uomo indaffarato
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il ragazzo che accarezza il pavimento
per vedere se il mondo c’è, e se è piatto,
per il vedovo ebreo col cappello di carta di giornale
che danza piangendo nel reparto d’ospedale
che balla il valzer sul ponte oscillante
accanto al silenzioso marinaio
che ascolta l’orologio
ticchettare le ore
dell’uomo tedioso
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questi sono gli anni e i muri e la porta
chiusa al ragazzo che accarezza il pavimento
per sentire se il mondo c’è, e se è piatto.
E questo è un ebreo col cappello di carta di giornale
che danza felice nel reparto d’ospedale
mentre si apre il mare di assi come il mar Rosso
davanti al marinaio dallo sguardo fisso
che scuote l’orologio
che segna le ore
del poeta, dell’uomo
rinchiuso nella casa dei pazzi.

E questo è il soldato tornato dalla guerra.
E questi sono gli anni e i muri e la porta
chiusa al ragazzo che accarezza il pavimento
per vedere se il mondo è piatto o rotondo.
E questo è l’ebreo col cappello di carta di giornale
che danza attento nel reparto d’ospedale,
che cammina sull’asse di una bara fatta d’assi
col pazzo marinaio
che mostra l’orologio
che segna le ore
dell’uomo infelice
rinchiuso nella casa dei pazzi.

 

 

 

 

Chemin De Fer

Alone on the railroad track
I walked with pounding heart.
The ties were too close together
or maybe too far apart.

The scenery was impoverished:
scrub-pine and oak; beyond
its mingled gray-green foliage
I saw the little pond

where the dirty old hermit lives,
lie like an old tear
holding onto its injuries
lucidly year after year.

The hermit shot off his shot-gun
and the tree by his cabin shook.
Over the pond went a ripple
The pet hen went chook-chook.

«Love should be put into action!»
screamed the old hermit.
Across the pond an echo
tried and tried to confirm it.

 

 

Visits to St. Elizabeths

This is the house of Bedlam.

This is the man
that lies in the house of Bedlam.

This is the time
of the tragic man
that lies in the house of Bedlam.

This is a wristwatch
telling the time
of the talkative man
that lies in the house of Bedlam.

This is a sailor
wearing the watch
that tells the time
of the honored man
that lies in the house of Bedlam.

This is the roadstead all of board
reached by the sailor
wearing the watch
that tells the time
of the old, brave man
that lies in the house of Bedlam.

These are the years and the walls of the ward,
the winds and clouds of the sea of board
sailed by the sailor
wearing the watch
that tells the time
of the cranky man
that lies in the house of Bedlam.

This is a Jew in a newspaper hat
that dances weeping down the ward
over the creaking sea of board
beyond the sailor
winding his watch
that tells the time
of the cruel man
that lies in the house of Bedlam.

This is a world of books gone flat.
This is a Jew in a newspaper hat
that dances weeping down the ward
over the creaking sea of board
of the batty sailor
that winds his watch
that tells the time
of the busy man
that lies in the house of Bedlam.

This is a boy that pats the floor
to see if the world is there, is flat,
for the widowed Jew in the newspaper hat
that dances weeping down the ward
waltzing the length of a weaving board
by the silent sailor
that hears his watch
that ticks the time
of the tedious man
that lies in the house of Bedlam.

These are the years and the walls and the door
that shut on a boy that pats the floor
to feel if the world is there and flat.
This is a Jew in a newspaper hat
that dances joyfully down the ward
into the parting seas of board
past the staring sailor
that shakes his watch
that tells the time
of the poet, the man
that lies in the house of Bedlam.

This is the soldier home from the war.
These are the years and the walls and the door
that shut on a boy that pats the floor
to see if the world is round or flat.
This is a Jew in a newspaper hat
that dances carefully down the ward,
walking the plank of a coffin board
with the crazy sailor
that shows his watch
that tells the time
of the wretched man
that lies in the house of Bedlam.

 

 

(Elisabeth Bischop, Dai libri di geografia a cura di Bianca Tarozzi – Salvatore Sciascia editore)

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