ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova

Sono passati 23 anni da quella mattina. La mattina in cui il padre di Ida, protagonista dell’ultimo libro di Nadia Terranova Addio fantasmi, è uscito da casa e non è più tornato.

La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive.

Ed è questo che fa Ida, tenta di sopravvivere affrontando proprio quei fantasmi che le hanno condizionato la vita.
Poi un giorno di settembre riceve una chiamata da sua mamma: entro qualche giorno devono iniziare i lavori di ristrutturazione del tetto della loro casa, per poi venderla, deve decidere cosa tenere e cosa buttare.

Non funzionano mai le cose quando si trasportano da un’epoca all’altra, stanno bene dove stanno e c’è sempre un motivo per cui i ricordi devono restare nei ricordi e non venire a disturbare il presente.

Ida però parte, lascia alle spalle Roma, la città dove si è trasferita, e Pietro, il marito dal quale non ha avuto figli, e raggiunge Messina. Torna nell’isola, nel suo passato, tra le mura di una casa carica di silenzi. Continua a leggere

L’ETÀ RIDICOLA di Margherita Giacobino

È troppo facile parlare di come cominciano gli amori. Sempre nello stesso modo: una felice follia, la vita a banchetto, insaziabile. […] Ma è dopo questo eterno inizio che accade tutto. È a quel punto in cui la maggior parte dei romanzi d’amore finisce – è esattamente e soltanto lì, che l’amore comincia. Se comincia.

La vecchia ha una novantina d’anni e vive sola con il gatto Veleno e il ricordo costante di Nora, il suo grande amore. Ha un carattere forte e spigoloso, è una combattente e vuole mantenere il controllo sulle situazioni e sulle cose. Vuole controllare anche l’incontrollabile, la morte, che affronta in un continuo confronto dialettico, quasi a volerla tener buona.
Poi c’è Gabriela, una ragazza dell’est che si occupa della casa e che la vecchia non vuole chiamare badante. Gabriela è assediata dalla sua famiglia che pretende soldi in continuazione e la tratta come una cosa ridicola, una donna che non riesce a trovare un uomo e non vuole nemmeno sposare Dorin, un mezzo cugino aspirante terrorista che la perseguita. E c’è Malvina, amica della vecchia da sempre, e che però perde colpi, la sua memoria è sempre più fragile, ma rimane l’unico essere che assieme a Veleno la fa sentire ancora vicina alla sua Nora. Continua a leggere

LEONE di Paola Mastrocola

Leone è un bambino di 6 anni. Fragile e solitario. Sul marciapiede, inginocchiato sul gradino con la testa china e le mani giunte, in un martedì qualsiasi, in una città, Bussolo, che potrebbe essere qualsiasi città, Leone fa una cosa: prega. Prega, davanti a una madre incredula e silenziosamente vergognata, Katia.
«Leone, cosa fai?» è questa la domanda che per giorni Katia si pone, pone a suo figlio, e pone ad un ex marito presente solo nel pianerottolo di casa due venerdì al mese.
Il gesto di Leone è inaspettato per Katia.

«Perché ti da così fastidio che tuo figlio preghi? […] Fastidio… sì, perché non avrebbe dovuto darle fastidio? Era una paura, soprattutto. Aveva paura che gli altri ridessero di suo figlio, che lo prendessero in giro. Era questo che le dava fastidio, il pensiero che Leone si sentisse fuori posto, un bambino sbagliato. […] Ma non era tutto lì, c’era altro. Katia sentiva che c’era altro.»

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CRISTINA CAMPO (29 aprile 1923 – 10 gennaio 1977)

Passo d’addio

For last year’s words belong to last year’s language
and next year’s words await another voice.

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

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LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino

Fra le pareti bianche della mensa quel giorno diventai un’assaggiatrice di Hitler. Era l’autunno del ’43, avevo ventisei anni, cinquanta ore di viaggio, settecento chilometri addosso. Da Berlino ero venuta nella Prussia orientale, il luogo dove era nato Gregor, e Gregor non c’era. Per sfuggire alla guerra mi ero trasferita a Gross-Partsch.

Ogni giorno, da quel giorno, la vita di Rosa Sauer, l’assaggiatrice di Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello, poteva finire con un solo assaggio.
La vicenda di Rosa, intrecciata a quella di altre nove donne, si ispira alla storia di Margot Wölk: l’ultima assaggiatrice di Hitler. È da questo evento reale che si snoda un tratto della Storia poco conosciuto. 

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IL GATTO DI MARMO di Ilaria Mazzeo


Paola e Carmine condividono la vita da quarant’anni, hanno vissuto una storia d’amore durata poco e poi la vita è andata avanti: lui è uno sceneggiatore e lei la sua assistente. C’è un film da presentare, ci sono i giornalisti da tenere a bada e ci sono da evitare tutte le altre seccature. È estate, c’è il sole, fa caldo e c’è il mare alla finestra:

Le porte del treno si chiudono.
«Finisco di scrivere una roba» fa, abbassando di nuovo la testa sulla tastiera.
Prendo il mio libro senza dire nulla. Sono abituata a non disturbare Carmine mentre lavora, le sue sceneggiature sono sempre state al primo posto nella sua personale classifica esistenziale, a discapito di qualsiasi altra cosa, persona o situazione.
Quando riemerge dallo schermo siamo quasi arrivati a Napoli. Si stiracchia, come dopo un lungo sonno, poi dice: «Alloggeremo ad Amalfi.»
«Bene.»
«Ho chiesto che la stanza sia vista mare, ho immaginato che ci tenessi.»
«Sei stato molto gentile.»

Tutto sembra quieto, di una mollezza rilassata, eppure a piccoli scarti si scivola. La direzione è segnata. Anche se non sappiamo esattamente come accadrà, sappiamo che accadrà. Continua a leggere

LA RAGAZZA CON LA LEICA di Helena Janeczek

Tutti hanno sentito parlare almeno una volta di Robert Capa. Ma Gerda Taro, sua compagna, fotoreporter di guerra, è altrettanto conosciuta?

Candidato al premio Strega e al premio Campiello, La ragazza con la Leica di Helena Janeczek ripercorre gli anni che vanno dall’inizio della carriera della giovane fotografa fino alla sua tragica scomparsa a soli 26 anni, nel 1937.

Non appena si inizia a sfogliare il libro, ci si imbatte in una foto. Una foto datata agosto 1936, scattata a Barcellona, che raffigura due miliziani antifranchisti. Un uomo e una donna, che si guardano ridendo complici. È un’immagine divenuta celebre, subito seguita da un’altra. Stessi soggetti, stesso istante ma qualcosa di diverso: la prospettiva. I due amanti sono stati fotografati da due angolazioni diverse perché i fotografi sono due: Robert Capa e Gerda Taro. Continua a leggere

LE FERITE ORIGINALI di Eleonora C. Caruso

È uscito per Mondadori Le ferite originali di Eleonora C. Caruso, autrice che dalla fanfiction è approdata, nel 2012, al romanzo. Un salto che, almeno in quest’ultimo libro, si rivela maldestro.
Ci troviamo di fronte a una storia di autolesionismo, sadismo e dipendenza, di vite che si nutrono l’una dell’altra come di un veleno necessario. Al centro della vicenda Christian Negri, ex fotomodello, bisessuale, con un disturbo dello spettro bipolare; astro oscuro intorno al quale gravitano, come satelliti, figure a lui legate da rapporti insani: Dafne, studentessa di medicina, figlia di medici volontari in giro per il mondo, che manifesta il disagio della solitudine attraverso lo shopping compulsivo; Dante, quarantenne in carriera che dietro la sua cinica corazza è tormentato dai fantasmi del passato; Davide, studente di ingegneria fisica proveniente da un’umile famiglia veneta alle prese con la scoperta della sua sessualità. Christian è l’amante, il fidanzato, il compagno di ognuno di loro. Porta avanti una doppia – una multipla – vita. Poi c’è Julian, fratello minore di Christian, ragazzo introverso, che col cibo ha un rapporto difficile, pressoché inesistente. Se un merito bisogna attribuire a questa storia è quello di aver abbattuto alcuni stereotipi: l’anoressia non colpisce solo le ragazze, chi fa volontariato non è necessariamente un buon genitore… Continua a leggere

UNA STORIA NERA di Antonella Lattanzi

Potrebbe trattarsi di una storia attuale, una storia di cronaca nera, di quelle che assicurano un buon numero di puntate e di ascolti ai salotti televisivi. Una storia nera di Antonella Lattanzi è un romanzo che evoca immagini nitide, che trascina il lettore all’interno di scenari familiari, con una narrazione quasi cinematografica. L’atmosfera che si respira sin dall’inizio è asfissiante. Di pagina in pagina ci si attende la catastrofe. Catastrofe che non tarda ad arrivare: un omicidio. Ma sarà il solito omicidio?

È la sera del 6 agosto 2012, in una Roma infuocata e presa d’assalto dai gabbiani, dentro un appartamento di via Prenestina, una famiglia come tante festeggia il compleanno di una bambina. Ma la famiglia Semeraro non è una famiglia come tante (o forse si?): Carla ha preso la figlia minore Mara e se n’è andata, ha lasciato Vito, un uomo violento, come tanti; Rosa e Nicola, i figli maggiori, sono andati a vivere per conto proprio. Ma per una sera, una sera soltanto, sono di nuovo tutti insieme. Continua a leggere

DA DOVE LA VITA È PERFETTA di Silvia Avallone

Ho partecipato qualche settimana fa alla presentazione del nuovo romanzo di Silvia Avallone nella libreria Libraccio di Ferrara. Dopo aver letto e apprezzato la Piombino operaia di Acciaio e la vallata biellese di  Marina Bellezza ero curioso di sapere in quale mondo volesse trasportarci questa volta l’autrice.
Bologna. Non i portici eleganti del centro, ma la periferia, in un complesso residenziale per famiglie proletarie, i Lombriconi. E qui bisogna dare atto alla scrittrice di essere veramente efficace nel descrivere l’ambiente, nel tracciare la coreografia della storia. Pare di esserci catapultati all’improvviso, ai Lombriconi.

La sedia era una di quelle pieghevoli da campeggio, in alluminio e poliestere. La trascinava là, di fronte alla finestra della cucina, e si sedeva a guardare fuori. In silenzio, per ore.
Lo faceva da cinque anni.
Il panorama dal quarto piano non era poi così male. Oltre le colate di cemento, oltre le torri tutte uguali butterate di parabole e tapparelle sbiadite, la campagna si estendeva calma e muta come un lago verde.
Se chiudevi gli occhi, potevi persino fingere che il rumore delle auto in tangenziale fosse quello dell’acqua.

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LA PIÙ AMATA di Teresa Ciabatti

La più amata di Teresa Ciabatti è un libro che si divora e che divora a sua volta. La trama non lascia indifferenti, ma è soprattutto la scrittura a conquistare: convulsa, diretta, usa tutta la sua forza per colpire.
Teresa ha quarantaquattro anni e vuole ricostruire la storia di suo padre, Lorenzo Ciabatti, il “Professore” con un misterioso anello al dito. Un padre bugiardo, anaffettivo, distante, che gioca a fare Dio “costruendosi una schiera di debitori” nel piccolo comune di Orbetello, in cui è primario presso l’ospedale locale.
Nomi noti affiorano alla memoria di quell’“adulta incompiuta” che Teresa crede di essere: Licio Gelli, Amintore Fanfani, Junio Valerio Borghese, persino Robert Wood Johnson II…
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ETICA DELL’ACQUARIO di Ilaria Gaspari

Una donna, un’ex studentessa di filosofia, torna dopo dieci anni nella città dove ha studiato. L’ indagine che la vede coinvolta la costringerà a guardare in faccia un passato che ha tentato vanamente di dimenticare. Questa è la storia che ci racconta Ilaria Gaspari nel suo romanzo d’esordio Etica dell’acquario. Un libro con due anime: un noir che si fonde col romanzo introspettivo, dove la fabula dà vita a un intreccio ricco di suggestioni psicologiche. Continua a leggere

CASCA IL MONDO di Nadia Terranova

Quella notte che sta tra prima e per ora, la terra ha tremato, la torre ha barcollato e la città è caduta, il castello è stato circondato con un nastro rosso e bianco. Per ora non deve abitarci nessuno.

Dove viviamo adesso, una signora ha appeso un lenzuolo con su scritto: BENVENUTI A TENDOPOLI.

A Oscar manca il suo coccodrillo, manca la sua casa, gli manca la vita di prima, di quando il terremoto non aveva ancora fatto franare le certezze e le parole non erano ancora perse. Sarà l’incontro con il piccolo Golan, in fuga dalla guerra, a restituirgli le parole e uno guardo a un futuro di nuovo sereno.

Non ha importanza se questo libro è stato scritto pensando a un terremoto in particolare o no, nessuna importanza nemmeno se la città del racconto è reale o soltanto immaginata, così come non conta l’altro dove della storia: il paese della guerra. Continua a leggere

L’AVVOCATO G. di Federica Sgaggio

L’avvocato G. di Federica Sgaggio è uno di quei libri che lasciano incerti. All’inizio non sai bene cosa ti sia piaciuto e cosa no, ma sai che c’è qualcosa che ti è piaciuto e qualcosa che no, non ti è piaciuto.
Un romanzo breve, dal taglio psicologico, diviso in cinque capitoli i cui titoli hanno una ragion d’essere che si esplicita alla fine e che rientrano, pertanto, nella categoria delle cose apprezzabili.
C’è un capitolo Zero, una sorta di prologo che getta un indizio apparentemente chiaro; un capitolo Zero punto uno, introduttivo, con un narratore onnisciente; un capitolo Uno dove la narrazione passa alla seconda persona, che si interrompe bruscamente nel capitolo Due con la ripresa della terza persona. Il libro si chiude con un capitolo conclusivo che ritorna al punto zero, o quasi… Un finale a sorpresa che svela ciò che avevamo davanti agli occhi sin dall’inizio. Continua a leggere

SCALE MOBILI di Lina Maria Ugolini

“Mai giudicare un libro dalla copertina”… Non sempre è vero. È il caso di Scale mobili, un libro di Lina Maria Ugolini, edito da Splēn.
La sua copertina incuriosisce e il suo contenuto risulta fluido e dinamico nella sua brevità, fino alla fine, quando tutto il narrato sembra disperdersi come “il passato che ognuno di noi si lascia dietro le spalle”.
Se i bambini le adorano come fossero giostre e gli adulti le utilizzano senza incanto, per l’autrice le scale mobili sono una perfetta rappresentazione dell’esistenza che si consuma nel tempo, fra gli argini della necessità.
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