AMORI RIDICOLI di Milan Kundera

Ma più si sforzava di dargli tutto, più le sembrava di negargli qualcosa.

Lungi dall’essere uno scrittore superficiale, come sempre Kundera si diverte a dissezionare le pieghe dell’anima e i tarli della mente. Con bisturi affilato, come nella sua opera più importante, L’insostenibile leggerezza dell’essere, taglia e cuce pezzi di amore, di tempo e di sogni.

Amori ridicoli è composto da sette racconti tutti incentrati, a modo loro, sul motore dell’universo: l’amore. Questo sentimento ci appare come mai visto così prima d’ora, sotto la lente d’ingrandimento di Kundera: distorto, crudele, vanesio, lascivo, come tutte le donne in questi racconti, personaggi lontani da quella sensibilità e passione che si dice che l’amore dovrebbe scaturire.

Forse un uomo e una donna sono più vicini l’uno all’altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l’uno all’altro solo perchè esistono e perché l’uno sa che l’altro esiste.

Tema portante di tutta la produzione dello scrittore che ritroviamo in queste pagine è sicuramente il rapporto di anima e corpo, che viene qui raccontato in diversi modi, con diverse ottiche: il corpo che prevale sull’anima, l’anima e la sua immagine irraggiungibile che vincono il tempo e diventano statuto, e ancora in ogni racconto ti nasce da dentro la solita domanda: chi sono? 

Kundera con il suo bisturi micidiale ritaglia storie di vita quotidiana, l’amore di due giovani, l’amore che ritorna in un incontro fortuito , l’amore che non è amore e poi il desiderio eterno di essere per sempre giovani. Eppure non crediate che tutto questo sia romantico prrchè è coperto da quel disgustoso ridicolo degli uomini ormai finiti, dell’amore che non ha più tempo né sentimento, tutto distorto dall’incontrollabile egoismo che neanche più l’amore può vincere.

Quindi quando aprirete il libro se pensate di farvi due risate (come sembra suggerire lo stesso titolo) abbandonate ogni speranza perché l’amore è morto nel labirinto dell’anima.

AMORI RIDICOLI
Milan Kundera
Trad. Giuseppe Dierna
Adelphi (gli Adelphi)
pp. 250
euro 12

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