IL SOCCOMBENTE di Thomas Bernhard

Il soccombente di Thomas Bernhard, Edizioni Adelphi, è la prima e sinora unica opera che ho letto dell’autore austriaco prematuramente scomparso nel 1989 a soli 58 anni, dopo aver convissuto sin dalla giovinezza con la tubercolosi.

Ho iniziato la lettura del romanzo subito dopo l’acquisto, ed ho finito la lettura delle 186 pagine che lo compongono già il giorno successivo, e sono impaziente di affrontare le altre opere di questo potente scrittore.

La storia ripercorre l’esistenza di due giovani pianisti, entrambi provenienti da ricche e opprimenti famiglie borghesi, che, nei primi anni ’50, recatisi a Salisburgo a un corso di perfezionamento tenuto dal maestro Horowitz, incontrano un altro giovane pianista, le cui capacità straordinarie sono sin da quei giorni già evidenti, Glenn Gould, colui che presto diventerà uno dei più grandi, se non il più grande pianista del ‘900.

 

Fatale per Werthemer è stato il fatto di essere passato davanti alla stanza trentatrè proprio nel momento in cui Glenn Gould suonava in quella stanza la cosiddetta Aria. Werthemer mi raccontò la sua esperienza e disse che mentre sentiva suonare Glenn era rimasto in piedi davanti alla porta della stanza trentatrè fino alla fine dell’Aria. Allora compresi con chiarezza che cos’è uno shock, pensai adesso

 

L’incontro con Gould sarà per i suoi due giovani pianisti determinante per il loro destini: la consapevolezza della propria inadeguatezza di pur eccellenti musicisti di fronte all’inarrivabile genio del giovane collega li indurrà infatti a rinunciare non solo all’intenzione di intraprendere la carriera di solisti, ma li porterà a smettere del tutto di suonare.

Se però per Wertheimer, il soccombente cui si riferisce il titolo del romanzo, sarà l’inizio di un progressivo scollegamento con la realtà, che lo condurrà ad un tragico destino, causato anche da un complesso rapporto di odio-amore con la sorella, per l’amico ed io narrante del romanzo, il destino non sarà altrettanto nefasto: egli troverà la salvezza nell’accettare la propria relativa mediocrità nell’impari confronto con Gould, fuggendo dall’opprimente paesaggio delle montagne austriache verso una solare Madrid.

Scritto in uno stile assolutamente originale, senza capitoli ma con un unico lungo monologo, il ritmo che l’autore imprime all’opera è a tratti quasi ipnotico nel suo progressivo incalzante incedere, e coinvolge il lettore quasi come si trattasse di una lunga sonata di pianoforte, con un unico ossessivo tema e con incessanti variazioni, al pari delle celeberrime Variazioni Goldberg di Bach, di cui proprio Gould divenne il più celebre ed inarrivabile interprete e che fanno da “sottofondo musicale” all’opera.

Il soccombente è già stato messo al mondo come soccombente, pensai, è stato da sempre il soccombente, e se osserviamo con puntigliosa attenzione il mondo che ci circonda, stabiliamo che questo mondo è composto quasi esclusivamente da uomini che soccombono come lui, mi dissi, da uomini da vicolo cieco

 

IL SOCCOMBENTE
Thomas Bernhard
Adelphi
Trad. Renata Colorni
pp. 186
euro 10