MEMORIA DI RAGAZZA di Annie Ernaux

Dopo quasi un anno, torno a scrivere di Annie Ernaux che, in questi giorni, sarà ospite al Salone del libro di Torino.
Ne L’altra figlia al centro della narrazione c’era l’infanzia, con Memoria di ragazza, l’autrice francese continua a scavare nella sua vita raggiungendo un altro strato, quello della giovinezza.
Con la sua naturale capacità di accedere al passato semplicemente spostandosi “da una stanza all’altra”, Ernaux utilizza la forza evocativa di una “scrittura-anniversario” che replica sulla carta, in scala, le proporzioni del tempo e della distanza. Continua a leggere

L’ALTRA FIGLIA di Annie Ernaux

l'altrafigliaDurante l’infanzia molti hanno esperito la gravità del taciuto, dell’indicibile che costringe a fingere di non sapere o non sentire ciò che gli adulti tentano maldestramente di nascondere. All’origine della storia della Ernaux c’è proprio questa sorta di perturbante, nell’accezione freudiana: l’estraneo, rimosso, eppure familiare che genera spaesamento.

Negli anni Cinquanta, secondo una regola implicita era proibito interpellare i genitori, o gli adulti in generale, su ciò che non volevano che sapessimo ma che in realtà sapevamo già

L’autrice francese, nota per la sua capacità di trasformare istanze autobiografiche in spunti di riflessione esistenziale, ha scritto una lettera alla sorella mai conosciuta. Una lettera di cui noi lettori siamo destinatari quasi per errore, degli intrusi che dopo essersi imbattuti per caso nella corrispondenza altrui non riescono a smettere di leggere. Continua a leggere