NEL GUSCIO di Ian McEwan

Nel suo ultimo romanzo dal titolo Nel guscio, Ian McEwan ci presenta una narrazione il cui punto di vista è del tutto originale.

Siamo a Londra, Trudy è al nono mese di gravidanza, vive con un tizio di nome Claude in un lurido e decrepito edificio su Hamilton Terrace ereditato da John Croincross, nient’altro che ex marito di Trudy e fratello di Claude. Tutto questo è un feto a raccontarcelo, ecco il geniale e forse irreale punto di vista che McEwan ci presenta nel suo ultimo romanzo edito Einaudi.

Già a partire dall’incipit la narrazione è folgorante:

Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna. Braccia pazientemente conserte ad aspettare, aspettare e chiedermi dentro chi sono, dentro che guaio mi sto per cacciare.

A questa narrazione il lettore deve lasciarsi andare, abbandonando la ragione e vagando solo con la fantasia. In questo modo il feto non solo non ci sembrerà tale, ma diventerà un narratore che ha le sembianze di un personaggio reale e adulto, che si nasconde dietro le quinte della casa in cui si svolge l’intera vicenda. Continua a leggere

DA DOVE LA VITA È PERFETTA di Silvia Avallone

Ho partecipato qualche settimana fa alla presentazione del nuovo romanzo di Silvia Avallone nella libreria Libraccio di Ferrara. Dopo aver letto e apprezzato la Piombino operaia di Acciaio e la vallata biellese di  Marina Bellezza ero curioso di sapere in quale mondo volesse trasportarci questa volta l’autrice.
Bologna. Non i portici eleganti del centro, ma la periferia, in un complesso residenziale per famiglie proletarie, i Lombriconi. E qui bisogna dare atto alla scrittrice di essere veramente efficace nel descrivere l’ambiente, nel tracciare la coreografia della storia. Pare di esserci catapultati all’improvviso, ai Lombriconi.

La sedia era una di quelle pieghevoli da campeggio, in alluminio e poliestere. La trascinava là, di fronte alla finestra della cucina, e si sedeva a guardare fuori. In silenzio, per ore.
Lo faceva da cinque anni.
Il panorama dal quarto piano non era poi così male. Oltre le colate di cemento, oltre le torri tutte uguali butterate di parabole e tapparelle sbiadite, la campagna si estendeva calma e muta come un lago verde.
Se chiudevi gli occhi, potevi persino fingere che il rumore delle auto in tangenziale fosse quello dell’acqua.

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MEMORIA DI RAGAZZA di Annie Ernaux

Dopo quasi un anno, torno a scrivere di Annie Ernaux che, in questi giorni, sarà ospite al Salone del libro di Torino.
Ne L’altra figlia al centro della narrazione c’era l’infanzia, con Memoria di ragazza, l’autrice francese continua a scavare nella sua vita raggiungendo un altro strato, quello della giovinezza.
Con la sua naturale capacità di accedere al passato semplicemente spostandosi “da una stanza all’altra”, Ernaux utilizza la forza evocativa di una “scrittura-anniversario” che replica sulla carta, in scala, le proporzioni del tempo e della distanza. Continua a leggere

OGNI SPAZIO FELICE di Alberto Schiavone

In “Ogni spazio felice” Alberto Schiavone ci accompagna per una settimana nella vita di Ada e Amedeo. Sposati da oltre vent’anni, hanno adottato due figli, Alex e Sonia e vivono a Milano. Entrambi sono in pensione, Amedeo faceva il vigile urbano, Ada era una professoressa di lettere.
La narrazione si divide nei sette giorni della settimana, e fin dal primo capitolo, intitolato Lunedì, si percepisce che l’equilibrio della famiglia ha subito una forte rottura che il tempo non è riuscito ad aggiustare.

«Vi devo dire una cosa.
Sonia ha il mento in basso e non fissa in viso nessuno dei suoi due genitori. Piccoli cenni dei suoi occhi ogni tanto vanno ad accarezzare i mobili che conosce, il divano, persino quel brutto disegno fatto da lei che persiste negli anni a prenderla in giro dal muro. In basso c’è scritto, con calligrafia incerta, la mia famiglia. Sotto le figure ci sono i nomi di Ada, Amedeo, Alex e Sonia. Quel quadro guarda tutti loro da tanti anni e li prende in giro, ricorda a tutti loro che non sono più in quattro, sono rimasti in tre. Nessuno ha mai voluto toglierlo.»

Forse è arrivato il momento di iniziare a reagire a quel doloroso passato, di riaprire le finestre dell’appartamento in cui Ada e Amedeo vivono nelle loro rispettive solitudini.
Ada, con gli anni, ha cercato di far tacere il suo dolore attraverso l’alcool e il fumo, diventando sempre più spocchiosa, cinica e cocciuta. Si è chiusa nella sua depressione dimenticando di essere stata una professoressa amata dai suoi alunni e una madre premurosa. Ora, sempre avvolta nella sua vestaglia, il suo unico modo di reagire è diventato il non agire.
Amedeo, invece, mentre vive una lotta continua con la moglie, cerca di evadere dalla pesante quotidianità inventando continuamente strane storie nella sua testa, oppure rifugiandosi dalla nuova vicina di casa.
La vita però, fuori dalle loro mura impregnate di silenzio, continua e torna a farsi sentire quando Sonia dà la notizia di essere rimasta incinta e che il padre del bambino l’ha abbandonata. Se Ada a questa notizia reagisce bevendo, Amedeo ha una nuova occasione per scappare da quel soffocante appartamento di Milano: vuole ritrovare a tutti i costi Zafar, il compagno della figlia. Questa ricerca non solo lo porta lontano dai luoghi quotidiani raggiungendo la periferia degradata della città, ma soprattutto è una ricerca con la quale vuole mettersi alla prova. Se non è stato un bravo marito, o almeno così lui crede, vuole almeno la sicurezza di poter essere un buon padre.
Ma la vita di Amedeo e Ada dovrà subire una tempesta ulteriore e che li metterà definitivamente alla prova. Appesa a un filo, la loro storia si troverà a un bivio: cadrà definitivamente o riuscirà a rinascere aggrappandosi a quegli spazi felici che la vita a volte ci concede?

Alberto Schiavone ci racconta questa storia con una narrazione scorrevole e semplice, ma per nulla superficiale. Con delicatezza entriamo in quella vita che spesso si vuole nascondere tra le mura di casa e indaga nell’intimo della famiglia senza giudizi o riflessioni. Ci riporta i gesti, le parole, la lotta con una realtà che a volte sembra troppo pesante per le nostre spalle. Come ha scritto Marco Missiroli, il libro «indaga la malinconia dell’amore senza paura, nell’unione di due anime che si dibattono dentro la solitudine dei nostri tempi.»

OGNI SPAZIO FELICE
Alberto Schiavone
Guanda, Narratori della Fenice
Anno 2017
Pagine 240, brossura
Disponibile anche in eBook